Accord, l’azienda va dal prefetto

13 Gennaio 2015

Vertenza occupazionale, l’investitore straniero parteciperà all’incontro del 19

L’AQUILA. Anche il presidente dell’Accord Phoenix, l’imprenditore anglo-indiano Ravi Shankar, sarà presente al tavolo in prefettura convocato per il 19 gennaio. La riunione, richiesta dai sindacati per fare luce sui ritardi nell’insediamento dell’azienda nel polo elettronico, è stata posticipata di qualche giorno proprio per permettere la partecipazione dell’azionista di maggioranza.

Intanto, il deputato di Sel Gianni Melilla ha rivolto un’interrogazione al ministro del Lavoro in merito alla vertenza dell’ex Otefal di Bazzano.

Il tavolo istituzionale dedicato all’Accord Phoenix era stato inizialmente fissato al 15 gennaio, ma il sindaco Massimo Cialente, in contatto con il presidente Shankar, che si trova all’estero, ha chiesto il rinvio dell’incontro, accordato dal prefetto. Sarà un’occasione importante, e ufficiale, per capire le motivazioni della fase di stallo dell’operazione: i circa 200 ex lavoratori che attendono di essere ricollocati hanno annunciato un presidio all’esterno del palazzo del governo.

E cercano risposte anche i 170 dipendenti dell’ex Otefal, in mobilità dallo scorso giugno. Dopo l’intervento del segretario della Fiom Alfredo Fegatelli, che ha sollecitato una riunione con il gruppo che ha acquistato un lotto dello stabilimento, Melilla ha scritto al ministro del Lavoro, per sapere «se non ritenga necessario promuovere un’iniziativa urgente con le parti sociali, gli enti locali e i vertici aziendali, per cercare soluzioni produttive e occupazionali e scongiurare questo dramma occupazionale». Nell’interrogazione si ripercorre la storia della fabbrica, specializzata nella produzione di alluminio, finita nella procedura concorsuale nel 2010, passata nelle mani dei siriani della Madar nel 2012 e poi chiusa a giugno del 2014. «Finalmente», ricorda il deputato di Sel, «il 26 novembre un consorzio di aziende abruzzesi si è aggiudicato il lotto dell’immobile riservato alla cosiddetta stiratura dell’alluminio, dove potrebbero essere riassorbiti una ventina di addetti. Ma è passato oltre un mese e sulla vertenza tutto tace».

Romana Scopano

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