Accord Phoenix, firmato il preliminare di vendita

L’azienda potrà ora avviare la ristrutturazione dei capannoni ex Italtel Attesa per la riassunzione di 120 lavoratori rimasti senza alcun sostegno
L’AQUILA. Firmato il preliminare di vendita del modulo uno dello stabilimento ex Italtel che consentirà all’Accord Phoenix di avviare i lavori di ristrutturazione del vecchio stabilimento del polo elettronico aquilano e di aprire così i battenti. Una firma attesa da sindacati e lavoratori dell’ex polo elettronico, rimasti tra l’altro senza ammortizzatori sociali,che puntano alla ricollocazione nella nuova azienda.
Entro le prossime settimane, dunque, verranno perfezionati gli atti notarili che permetteranno ad Accord Phoenix di partire subito con i lavori per la sistemazione dello stabilimento (che sconta anni di incuria) per arrivare in tempi rapidi all’avvio dell’attività produttiva. «Cosa questa», ha spiegato il sindaco Massimo Cialente, «che darà vita alle prime assunzioni con l’impegno assunto dall’azienda di riassorbire a regime 120 lavoratori dell’ex polo elettronico ormai sfiniti da anni di attesa». Un epilogo, l’insediamento all’Aquila dell’Accord Phoenix, ormai scontato visto che l’avviso del Comune per la cessione dei capannoni in questione aveva destato il solo interesse dell’azienda capitanata dall’ex banchiere indiano Ravi Shankar. La proposta presentata dall’Accord ammontava a 1 milioni e 700 mila euro.
L’azienda andrà a realizzare nella parte del complesso industriale a suo tempo occupata dall’Italtel, un impianto di trattamento di rifiuti elettrici ed elettronici. L’acquisto dei locali era la condizione posta da Invitalia per la concessione del finanziamento pubblico da 10,7 milioni di euro in favore dell’azienda. Un pacchetto al quale l’Accord dovrebbe aggiungere altri 25 milioni di euro per un investimento complessivo che sfiora i 36 milioni. Una boccata d’ossigeno per almeno 120 dipendenti dell’ex polo elettronico che attendono da anni una soluzione positiva alla loro richiesta di ritorno all’attività lavorativa. Un’attesa resa ancora più sfibrante dalla fine degli ammortizzatori sociali. La ricollocazione degli ex lavoratori del polo elettronico è del resto parte integrante dell’accordo a suo tempo siglato dalle parti in causa. I sindacati, che nei mesi scorsi avevano più volte puntato il dito contro i ripetuti rinvii, tali e tanti da far pensare anche a un naufragio dell’operazione, ora chiedono tempi rapidi per la sistemazione dei capannoni – che presentano più di una criticità – e per le assunzioni.
Una nota positiva in un panorama segnato da una crisi economica profonda così come rimarcato in questi giorni anche dal sindaco Cialente. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

