Accusato di stupro, chiesti 7 anni

24 Gennaio 2024

Giovane siciliano era stato assolto nel 2020, ma la Procura generale riapre il caso

PESCASSEROLI. La Procura generale della Corte d’Appello dell’Aquila ha chiesto 7 anni per Salvatore Amato, 32enne capo animatore turistico di origine siciliana, accusato di aver violentato una sua collaboratrice del Nord Italia in un albergo di Pescasseroli. Il giovane, dopo dieci mesi di arresti domiciliari, era stato assolto nel luglio 2020 dal collegio del tribunale di Sulmona. La procura aveva impugnata la sentenza e i giudici aquilani hanno riaperto il caso, ordinando di ripetere l'escussione di tutti i testimoni. Ieri, davanti alla Corte, è stata sentita la vittima che ha confermato le accuse. «Ho subito violenza per tutta la notte», ha detto la giovane, assistita in giudizio dall’avvocato Alessandro Scelli, che ha chiesto la riforma della sentenza di primo grado con la condanna dell’imputato. Oggi la parola passerà alla difesa prima della sentenza. I fatti risalgono al 28 agosto 2019. Secondo l’imputazione, nel corso di una discussione al termine del turno lavorativo, dopo settimane in cui proponeva offerte amorose non corrisposte e poneva in essere comportamenti ritorsivi, approfittando anche della posizione di diretto superiore dello staff di animatori turistici, l’imputato avrebbe intrapreso una discussione con la giovane nella stanza riservata al personale, chiedendole un rapporto sessuale. Il secco rifiuto della ragazza non lo avrebbe fatto desistere. La donna aveva raccontato di essere stata bloccata sul letto con la forza, costretta quindi a subire violenza sessuale. La ragazza finì all’ospedale di Avezzano che, dopo i primi accertamenti, attivò il percorso di protezione che portò alle indagini dei carabinieri e all’arresto del presunto autore. Assolto in primo grado, oggi il 32enne tornerà alla sbarra. (a.d.a.)
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