Accusato di violenza, può tornare a scuola

Cade l’accusa per il bidello marsicano incolpato da una studentessa dell’Aquila: testimoni lo scagionano
AVEZZANO. È stata revocata la misura cautelare emessa dal tribunale dell’Aquila nei confronti del bidello marsicano di 57 anni accusato di violenza sessuale nei confronti di una studentessa 15enne.
L’uomo era accusato di aver molestato la ragazzina anche all’interno dei bagni della scuola. Determinante la testimonianza di due dipendenti dell’istituto superiore Da Vinci-Colecchi dell’Aquila, un altro collaboratore scolastico e un assistente tecnico.
In particolare, uno dei due aveva assistito al presunto episodio avvenuto il 19 gennaio scorso.
Secondo l’accusa, quella mattina la 15enne avrebbe chiesto all’indagato la chiave del bagno. L’uomo, sempre secondo l’accusa, avrebbe colto l’occasione prima per presentare la ragazza a una terza persona come la sua fidanzata, poi le avrebbe detto di togliersi la mascherina dicendo: «Fai vedere quanto sei bella». Infine le avrebbe toccato le mani e i fianchi mentre raggiungeva il bagno. Subito dopo però sarebbe entrato anche lui nella toilette, baciandola sopra la mascherina e toccandola.
Le dichiarazioni rese dai due testimoni della difesa hanno portato il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila, Marco Billi, a revocare la misura nei confronti del bidello, che era stato sottoposto all’obbligo di dimora nel comune di residenza con il divieto di poter uscire dalle 20 alle 7 del mattino successivo.
Dalle testimonianze sarebbero emerse delle contraddizioni rispetto a quanto dichiarato dalla ragazzina. Secondo il racconto della 15enne, l’uomo inizialmente avrebbe avuto degli atteggiamenti impropri nei suoi confronti. Avrebbe raccontato agli agenti della squadra mobile dell’Aquila di essere stata molestata dal bidello durante le ore scolastiche poiché in diverse occasioni, anche in presenza di un’altra persona, avrebbe fatto degli apprezzamenti alla ragazza con frasi come: «Togliti la mascherina»; «Quanto sei bella»; «Tu sei la mia fidanzata». Per lui le accuse sono di violenza sessuale e atti persecutori nei confronti di una studentessa.
L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica dell’Aquila, Guido Cocco, mentre il bidello è difeso dall’avvocato Carlo Polce.
Proprio il legale dell’uomo parla di «un impianto accusatorio che si è sgretolato». Ora il collaboratore scolastico è libero, la misura restrittiva è stata revocata e potrà tornare al lavoro nell’istituto scolastico dell’Aquila. (p.g.)
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