Avezzano

Accusato di violenza su tre donne, si difende: «Vittime ingannate dalla somiglianza, io ero in Spagna»

21 Aprile 2026

Avezzano. Presunte violenze in serie, il 33enne marocchino si è dichiarato completamente estraneo ai fatti e ha parlato di un clamoroso scambio di persona. “Posso dimostrare che ero all’estero”

AVEZZANO. Si è dichiarato completamente estraneo ai fatti e ha parlato di un clamoroso scambio di persona. È questa la linea difensiva sostenuta ieri mattina in collegamento streaming davanti al gip Daria Lombardi dal 33enne marocchino arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di tre donne. L’uomo, comparso per l’interrogatorio di garanzia, ha respinto ogni addebito, sostenendo di trovarsi in Spagna nei giorni in cui sarebbero avvenute le aggressioni. Non solo: secondo quanto riferito, l’identificazione da parte delle vittime sarebbe frutto di un errore, legato alla somiglianza con un’altra persona. L’indagato ha inoltre dichiarato di poter dimostrare la propria presenza all’estero attraverso elementi documentali che la difesa si prepara a produrre. Tali documenti, secondo quanto riferito, si troverebbero all’interno della casa di Celano finita al centro delle indagini. Una versione che si contrappone al quadro accusatorio ricostruito dagli inquirenti, che nelle scorse settimane avevano delineato una sequenza di episodi particolarmente gravi, avvenuti tra ottobre 2025 e i mesi successivi nel territorio della Marsica, tra Celano e Avezzano.

Tre le presunte vittime: due donne adulte e una minorenne, tutte accomunate – secondo l’accusa – da condizioni di vulnerabilità. L’arresto era scattato alla luce delle «gravi prove di colpevolezza» ritenute sussistenti dagli investigatori, anche sulla base dei riconoscimenti fotografici e degli elementi raccolti nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Avezzano. Due i fascicoli aperti: uno seguito dal procuratore Maurizio Maria Cerrato, l’altro dal pm Chiara Lunetti. L’indagato è assistito dagli avvocati Luca e Pasquale Motta. Ora il procedimento entra in una fase cruciale. Da un lato le accuse, che parlano di violenze ripetute e di un modus operandi ritenuto consolidato; dall’altro la difesa, che punta a smontare l’impianto investigativo facendo leva su un possibile errore di persona e su un alibi internazionale. Saranno gli sviluppi delle indagini e le verifiche sugli elementi annunciati a chiarire se la verità si nasconda in un’identità sbagliata o in una ricostruzione destinata a trovare conferma nelle aule di giustizia. Determinanti saranno le prove e i documenti che il giovane potrà presentare agli inquirenti relativi alla sua presenza in Spagna. (p. g.)

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