Acqua avvelenata, anzi no Lo scontro diventa politico

Dopo la corsa all’accaparramento di minerale nei supermercati il sindaco precisa: «Attuata una misura precauzionale». Critiche di Pezzopane: «Pessima gestione»
L’AQUILA. «Si informano i signori clienti che al momento sono terminate le scorte di acqua. In attesa della consegna di domani ci scusiamo per il disagio». Sugli scaffali del supermercato compaiono alcuni avvisi che certificano le quattro ore di ordinaria follia. Quelle intercorse dal tam tam con l’ordinanza che proibiva l’uso potabile dell’acqua a causa della presenza di tracce di toluene segnalate dalla società Gran Sasso Acqua e la successiva revoca nella notte. Due le riunioni necessarie per fare marcia indietro, la prima in videoconferenza e la seconda in presenza a Palazzo Fibbioni, l’unità di crisi comunale a cui hanno preso parte rappresentanti di Regione, Gsa e Asl oltre a dirigenti e tecnici comunali.
unità di crisi
«Il provvedimento», ha spiegato il sindaco Pierluigi Biondi, che ha presieduto la riunione dell’unità di crisi, «era stato adottato in via del tutto precauzionale, in attesa delle controanalisi effettuate in un laboratorio certificato di Teramo. Si è trattato di un falso allarme, che, comunque, non abbiamo sottovalutato. Quando nel 2017, sul versante teramano, si verificò un episodio analogo con valori, all’epoca, di circa trenta volte inferiori rispetto a quelli rilevati in queste ore furono registrate decine di segnalazioni rispetto al cattivo odore dell’acqua. Circostanza che non è stata segnalata». Un episodio che, a poche ore dal voto, non poteva non diventare oggetto di battaglia politica. «Stupisce e inorridisce lo sciacallaggio politico di chi, invece di attendere un quadro completo della situazione, ha scelto di soffiare sul fuoco delle paure innescando le inquietudini, speculando su un tema così delicato e sensibile come la salute pubblica», ha sottolineato il sindaco senza far riferimento alcuno. Ma è chiaro che l’allusione è alle critiche che sono arrivate da più fronti. La candidata del centrosinistra Stefania Pezzopane si è collegata in diretta dai suoi canali social con un video girato mentre ancora sfilavano i carrelli di chi riusciva a fare le scorte d’acqua e chi doveva accontentarsi del succo di frutta. «Sembra che le analisi siano tornate buone e che l’allarme rientri», ha scritto Pezzopane. «Ma rimane il pessimo modo di gestire questa vicenda. Dopo l’ordinanza del sindaco si è attivata – a causa della mancata comunicazione– una disordinata corsa all’acqua nei pochi centri commerciali aperti. In questi casi sono urgenti le autobotti da attivare con la Protezione civile». In ogni caso, gran parte dell’area Ovest, esclusa dall’ordinanza, aveva le fontanelle disponibili, segnalate spontaneamente da alcuni gruppi di Protezione civile. Sulla questione è intervenuta anche la candidata Simona Volpe, per conto della lista Liber Aquila che ha anche affrontato la questione dell’abbeveraggio degli animali, anche in relazione alle valutazioni di Monica Pilolli del Partito animalista. Preoccupazione, comunque, da parte dell’Osservatorio Indipendente sull'Acqua del Gran Sasso per il perdurare della situazione: «Passano gli anni, ma sulla gestione dell’acquifero non cambia nulla. E a cinque anni dall’incidente il processo a Teramo resta impantanato». (fab.i.)

