Acqua, boschi e paesaggio: ora i Comuni si mettono in rete

ROCCA DI MEZZO. Il consiglio comunale di Rocca di Mezzo ha approvato (per la parte di sua competenza) la convenzione per la costituzione della “Comunità verde” (Green Community) che prevede la...
ROCCA DI MEZZO. Il consiglio comunale di Rocca di Mezzo ha approvato (per la parte di sua competenza) la convenzione per la costituzione della “Comunità verde” (Green Community) che prevede la partecipazione di numerosi altri Comuni con capofila il Parco regionale Sirente-Velino. I Comuni che dovrebbero aderire sono Acciano, Aielli, Castel di Ieri, Castelvecchio Subequo, Celano, Cerchio, Collarmele, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Magliano de’ Marsi, Massa d’Albe, Molina Aterno, Ocre, Ovindoli, Pescina, Raiano, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne’ Vestini, Secinaro, Tione degli Abruzzi.
il progetto
L’obiettivo della Green Community è la “fruizione in modo equilibrato delle risorse naturali di cui i Comuni dispongono, tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio e intendono aprire un nuovo rapporto sussidiario e di scambio con le altre comunità al fine di programmare un piano di sviluppo informato sui criteri di sostenibilità competitiva e di prossimità dal punto di vista ambientale, energetico, della mobilità sostenibile”. Più nel dettaglio, si vogliono perseguire le seguenti attività: contratto di fiume dell’Aterno e omogeneizzazione con le iniziative già intraprese; gestione integrata e certificata del patrimonio agro-forestale; gestione integrata e certificata delle risorse idriche; produzione di energia da fonti rinnovabili locali; sviluppo di turismo e mobilità sostenibile; costruzione e gestione del patrimonio edilizio e delle infrastrutture di montagna; efficienza energetica e integrazione degli impianti e delle reti; sviluppo sostenibile delle attività produttive; integrazione dei servizi di mobilità; sviluppo di aziende agricole sostenibili; implementazione e conservazione dei servizi ecosistemici con eventuale patrimonializzazione; implementazione della capacità di “sequestro” del carbonio a opera del patrimonio agro-forestale (anche intese come attività agricole) ricadente nel perimetro dell’area protetta; implementazione piani di monitoraggio e ricerca scientifica; implementazione processi di educazione e formazione ambientale”. L’iniziativa trae origine da alcune fonti normative tra cui “l’approvazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la missione 2 del Pnrr che riguarda la transizione ecologica, le previsioni della programmazione Comunitaria 2021-2027 e la programmazione regionale in materia dei Contratti di fiume”. (g.p.)

