Acqua, i morosi sono 13mila

I dati della Saca: il numero degli utenti non in regola è raddoppiato negli ultimi tre anni
SULMONA. È raddoppiato negli ultimi tre anni il numero delle persone non in regola con le bollette dell’acqua. Gli utenti morosi sono 13mila, su 52mila totali sparsi nei 29 Comuni gestiti dalla Saca, per 30mila fatture non pagate e un milione e mezzo di euro in totale da riscuotere. Il numero dei morosi è più che raddoppiato negli ultimi tre anni, passando dal 6 al 13 per cento. La crisi economica del territorio si riflette anche nei conti della società acquedottistica, che è riuscita però a chiudere il bilancio consuntivo con un attivo di 492mila euro, col preventivo che si avvia verso una chiusura a più 585mila. Numeri e cifre che hanno consentito l’avvio delle gare per i lavori sui cinque depuratori di Castel di Sangro, Pescocostanzo, Campo di Giove, Bagnaturo e Cansano. L’importo totale è di 7 milioni di euro di fondi Fas, con gli interventi che dovranno chiudersi necessariamente entro giugno 2017. I lavori prevedono anche l’installazione di misuratori della portata di acqua immessa in rete, che ricalcolata su quella fatturata consentirà di risalire ai dati del sommerso, per indagare le perdite e gli abusivi. Raddoppiano, infatti, a 150 anche i furbetti dell’acqua, con allacci abusivi e riduttori di potenza tolti in caso di morosità continuativa.
«Cose che ci costringono a predisporre non più una squadra di recupero crediti, ma addirittura cinque», spiega il presidente della Saca, Domenico Petrella, «tutte cose che ci costano, per questo abbiamo la massima disponibilità a trovare accordi e a evitare anche cause legali pur di andare incontro alle utenze». Per questo la Saca si è dotata del bollettino Mav gratuito in tutte le banche, al di là se si ha un conto corrente, del sistema di addebito bancario e dell’autolettura al numero verde 800-098758. Tutti sistemi di riduzione dei costi a carico degli utenti. Le cose andrebbero meglio se le banche locali fossero più disponibili ad aprire crediti alla società, per fare interventi sulle reti, diminuire le perdite e quindi le tariffe.
Federica Pantano
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