Acqua nelle case degli aquilani «Così miglioreremo la qualità»

Marsilio illustra il nuovo sistema digitale di controllo, monitoraggio in tempo reale con 59 dispositivi «Con questo progetto, faremo in modo che dai rubinetti non esca una sola goccia di sostanza nociva»
L’AQUILA. La gestione dell’acqua del Gran Sasso diventa digitale: il monitoraggio continuo sulla qualità della risorsa idrica consentirà anche di gestire il rischio in tempo reale attivando allarmi in caso di malfunzionamento dell’infrastruttura o rilevamento di parametri oltre i limiti di legge. Il tutto grazie a 59 dispositivi tra telecamere e sensori gestiti da un sistema digitale. È stato presentato ieri mattina, nella sede della Gran Sasso Acqua spa, il progetto all’avanguardia che fa dell’Aquila la città dell’acqua intelligente. Una spinta alla gestione a distanza è stata data anche dall’emergenza Covid.
sistema gran sasso
«La criticità del sistema idrico del Gran Sasso», ha spiegato il presidente della società, Alessandro Piccinini, «è legata alla convivenza di tre infrastrutture strategiche: la captazione idrica delle sorgenti a scopo potabile, il traforo e i laboratori dell’Istituto di Fisica nucleare». «Il progetto consentirà a queste realtà di preservare la risorsa idrica e di coesistere grazie agli strumenti di monitoraggio e di pronto intervento affinché una sola goccia di sostanza tossica che dovesse inavvertitamente finire nell’acqua non arrivi mai ai rubinetti delle case», ha aggiunto il presidente della Regione Marco Marsilio. «Sin dal nostro insediamento abbiamo affrontato l’emergenza acqua con protocolli siglati tra i principali soggetti che si incrociano sotto il Gran Sasso e la richiesta della nomina di un commissario». Il progetto sperimentale può essere ampliato e anche esportato. «Da circa 3 anni ci stiamo occupando dell’ottimizzazione, della sicurezza e del controllo di reti e serbatoi per garantire la qualità del servizio erogato», ha spiegato il direttore tecnico della Gran Sasso Armando Balducci, «il primo spettro di un lavoro ben più ampio». La gestione digitale dell’acqua del Gran Sasso è stata affidata alla Spee che, tra le altre cose, si occupa anche della protezione della riserva aurea della Banca d’Italia. «In particolare», spiega l’ingegner Luciano Ardingo, «ci occupiamo di analizzare 24 ore su 24 tutti i parametri dell’acqua e il funzionamento degli apparati dell’infrastruttura grazie a una filiera che parte dai dati e arriva alle azioni passando per le informazioni. Filiera che ci permette di rispondere in maniera mirata a ogni eventuale alert. Con l’impiego di specifici algoritmi il sistema è in grado di ricostruire un fatto anomalo e capirne il motivo, ma si può arrivare addirittura ad azioni preventive che diventano strategiche in caso di emergenza», sottolinea l’imprenditore. «Il sistema digitale di monitoraggio e gestione del rischio riutilizza tecnologie e sistemi esistenti, avvalendosi di una frequenza a banda larga della Nato per una sicurezza connessa e supervisionata. Infine il controllo dei dati 24 ore al giorno consente risparmi di gestione della risorsa umana lì dove l’uomo è sostituibile alla macchina».
il territorio
Il sindaco Pierluigi Biondi ha posto l’accento sull’aspetto «dell'innovazione fondamentale per ridurre i tempi della transizione ecologica» e «sull’intelligenza applicata alla vita quotidiana in grado di semplificare l’esistenza dei cittadini e in questo caso della qualità del bene primario che è l’acqua». Alla presentazione hanno preso parte anche il prefetto dell’Aquila Cinzia Torraco; gli assessori regionali Guido Quintino Liris ed Emanuele Imprudente e altri sindaci del territorio. Assente il commissario straordinario per la messa in sicurezza del Gran Sasso Corrado Gisonni. Sulla presunta contaminazione dell’acqua della sorgente del Gran Sasso c’è un processo in corso al tribunale di Teramo che vede imputati dieci nomi tra i vertici dell’Infn, Strada dei parchi e Ruzzo reti. Ma anche la Procura dell’Aquila sta indagando.
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