Acqua per il Fucino, è lite prima del voto

10 Agosto 2020

Di Nicola: quei lavori dovevano essere iniziati. Verrecchia e Genovesi: nessun taglio, fondi in sicurezza

PESCINA. Sui fondi per l’impianto irriguo del Fucino “cancellati” dalla Regione si accende lo scontro politico: l’ex presidente della Commissione bilancio regionale, Maurizio Di Nicola, bacchetta l’esecutivo Marsilio. «Il taglio per i 46 milioni e mezzo di euro su 50 del progetto Masterplan stanziati dal governo D’Alfonso si poteva evitare», sostiene Di Nicola, «se la giunta di centrodestra avesse rispettato il progetto iniziale, messo in cantiere dalla precedente amministrazione e condiviso con i sindaci e i portatori di interesse nell’ottica della continuità amministrativa, a quest’ora le ruspe sarebbero già al lavoro per realizzare l’attesissimo impianto irriguo intubato». L’ex presidente della Commissione bilancio fa chiarezza anche rispetto al Decreto rilancio che per l’assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, ha costretto le Regioni a eliminare la posta in bilancio, da recuperare nel 2021. «Il Decreto rilancio», riprende Di Nicola, «non obbliga ma dà facoltà alla Regione di rimodulare gli interventi in ritardo di attuazione. Imprudente, quindi, dovrebbe spiegare perché la Regione è in ritardo sul progetto visto che quando siamo andati via era stato approvato e, invece di lasciar proseguire l’iter amministrativo, lo hanno completamente stravolto e ricominciato daccapo. E poi perché tra tutti quelli in ritardo, per colpa loro, hanno scelto di rimodulare quello dell’impianto del Fucino e non qualche altro. Se non avessero cambiato i progetti, oggi avremmo già le obbligazione giuridicamente vincolanti, che avrebbero costituito un ostacolo insormontabile alla rimodulazione e quindi al taglio della quasi totalità dei fondi per quell’impianto di vitale importanza per l’agricoltura fucense, un volano dell’economia della Marsica e della regione». L’assessore regionale, messo sul banco degli imputati (insieme a tutta la giunta Marsilio) anche dal sindaco di Pescina, Stefano Iulianella, dal Pd e da uno dei candidati a sindaco di Avezzano, Mario Babbo, ha assicurato che quei 46 milioni e mezzo torneranno nel giro di 8-12 mesi. «Vedremo che cosa succederà nel 2021», conclude Di Nicola, «ammesso che con questa situazione di emergenza non ci saranno altre priorità. La Regione rimetta i fondi per quell’opera attesa da decenni dagli agricoltori».
Sul versante del centrodestra, invece, il vicepresidente Imprudente, torna sull’argomento insieme al candidato a sindaco del centrodestra ad Avezzano, Tiziano Genovesi (Lega), e il responsabile elettorale abruzzese di Fratelli d’Italia, Massimo Verrecchia, per assicurare la salvaguardia dei fondi con premio aggiuntivo. «Grazie al puntuale e puntiglioso lavoro dell’amministrazione Marsilio», sostengono, «non solo si è riusciti a salvare l’intero pacchetto, ma è stato ottenuta un’ulteriore assegnazione di 113 milioni. Non c’è quindi nessun taglio, anzi questa manovra ha messo in sicurezza i fondi e ci consentirà una premialità nei prossimi anni». (m.s.)
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