Acqua torbida nelle case Sospesi i lavori al traforo

Piccinini (presidente Gsa): «Mossi troppi residui, eppure avevamo chiesto lo stop» Il commissario Gisonni: «Servono strategie gestionali più idonee per la Gsa»
L’AQUILA. Nella domenica monsonica di febbraio va in scena la disfida dell’acqua. Da una parte la Gran Sasso acqua spa col suo presidente Alessandro Piccinini, dall’altra il commissario straordinario di governo Corrado Gisonni. La movimentata e piovosa giornata festiva vive su tre momenti fondamentali. L’ufficio tecnico della Gsa informa, alle 10,40, che «nelle prossime ore» mancherà l’acqua nella zona Est. Si aggiunge che l’interruzione è dovuta al fatto che si è registrata una «eccessiva movimentazione di residui» e che nonostante la richiesta di «sospendere i lavori nel fine settimana, al fine di mantenere a norma i valori delle acque», il commissario «non ha accolto la richiesta» e quindi la Gsa ha chiuso i rubinetti, appellandosi al prefetto «per un più equilibrato confronto tra le parti interessate». Alle 19,06 l’ufficio tecnico aggiorna le zone senz’acqua e ringrazia il sindaco perché «grazie alla sua interlocuzione coi vertici di Strada dei Parchi, siamo riusciti a far sospendere le lavorazioni per la prossima nottata». Alle 19,12 l’intervento del commissario Gisonni, che spiega le cause dell’interruzione disposta dalla Gsa e invita l’azienda a «mettere in atto strategie gestionali maggiormente idonee e appropriate al complesso e delicato sistema idrico del Gran Sasso».
IL PRIMO ALLARME. Ecco la nota diffusa al mattino: «L’Ufficio tecnico di Gran Sasso Acqua spa informa l’utenza che nelle prossime ore l’erogazione idrica nella zona Est della città, in particolar modo a Bagno, Ripa di Bagno e nei paesi della Subequana, sarà sospesa a causa dei lavori che la struttura commissariale sta effettuando sotto il traforo del Gran Sasso, per la messa in sicurezza della galleria». «L’interruzione idrica si è resa necessaria in via del tutto precauzionale per l’eccessiva movimentazione di residui. Abbiamo chiesto ufficialmente al commissario Corrado Gisonni di sospendere i lavori nel fine settimana, al fine di mantenere a norma i valori delle acque», spiega il presidente della Gsa Alessandro Piccinini, «ma sabato sera abbiamo dovuto constatare che i lavori non erano stati sospesi, la nostra richiesta non è stata accolta e il commissario ha ritenuto di dover proseguire nonostante il nostro invito sia stato poi ufficialmente reiterato così da poter garantire la sicurezza e la continuità dell’erogazione idrica, in costante monitoraggio come prescritto dalla legge, evitandone quindi l’interruzione, ma non è stato possibile. Abbiamo così proceduto coi nostri tecnici con la messa a scarico e nelle prossime ore potrebbero quindi verificarsi dei disagi all’utenza. Promuoverò un tavolo in prefettura così da chiedere un più equilibrato confronto tra le parti interessate ai lavori della messa in sicurezza del traforo salvaguardando prima di tutto la sicurezza e il diritto del cittadino all’erogazione idrica».
L’INTERVENTO DI BIONDI. Gsa, alle 19,06, informa che «sta mancando l’acqua ad Assergi e Filetto, nelle zone alte di San Giacomo, nel Progetto Case di Bazzano, e a seguito dell’abbassamento di pressione mancherà a Navelli e nell’area Subequana. Le zone specifiche dove si registra il disagio dipendono dagli interventi effettuati per la messa a scarico, a causa di alcune interferenze con i lavori di messa in sicurezza del traforo. Si ricorda che i lavori per la pulitura delle calotte nelle gallerie del traforo sono terminati lo scorso novembre, e si sta ora procedendo con la messa in sicurezza del bacino acquifero, in modo da evitare qualsiasi possibile rischio dovuto al traffico veicolare e alle attività dei Laboratori nazionali di fisica nucleare». «Ringrazio il sindaco Pierluigi Biondi», aggiunge l’avvocato Piccinini. «Grazie alla sua interlocuzione coi vertici di Strada dei Parchi siamo riusciti a far sospendere le lavorazioni per la prossima nottata evitando ulteriori movimentazioni di residui e garantendo la sicurezza nell’erogazione della risorsa idrica all’utenza. Contiamo di recuperare gli accumuli di acqua nella nottata così da ripristinare la piena normalità lunedì mattina».
GISONNI BACCHETTA. Sei minuti dopo, la nota del commissario straordinario. «In questi giorni si sta eseguendo attività di rilievo del Sistema Idrico del Gran Sasso all’interno del traforo. Dette attività», scrive Gisonni, «che sono sempre state seguite personalmente dal commissario, stanno mettendo a nudo il sistema di drenaggio, anche in lunghi tratti mai esplorati dall’epoca di realizzazione del traforo, che raccoglie le acque del Gran Sasso convogliandole agli impianti di distribuzione dei gestori acquedottistici. Le prime risultanze confermano una serie di criticità già evidenziate, in particolare per il versante aquilano, sin dai sopralluoghi preliminari effettuati dai tecnici della struttura commissariale nel mese di ottobre del 2020. Tra le tante, una delle problematiche di maggior rilievo è rappresentata dall’anomalo accumulo di sedimenti (molto probabilmente inerti) sul fondo del canale di drenaggio delle acque potabili, evidenziato dalle attività di videoispezione da poco avviate. Tale circostanza», prosegue il commissario, «può verosimilmente spiegare la situazione di crisi idrica denunciata nelle scorse ore dal gestore acquedottistico Gran Sasso Acqua spa. Infatti, gli ultimi innalzamenti dei valori di torbidità della risorsa idrica si sono manifestati anche (sottolineato, ndr) in concomitanza delle attività commissariali, seppur eseguite con la finalità di impattare il meno possibile sul sistema idrico, utilizzando le migliori tecnologie e professionalità italiane ed estere presenti sul mercato». Quindi l’affondo sulla Gsa. «L’analisi tecnica dell’evento ha confermato come sia possibile e quantomai opportuno, da parte della Gsa, mettere in atto strategie gestionali maggiormente idonee e appropriate al complesso e delicato sistema idrico del Gran Sasso. A tale riguardo, si vuole sottolineare, tra l’altro, che la struttura di supporto al commissario straordinario ha da sempre mostrato disponibilità e collaborazione alla Gsa e a tutti i gestori ed enti coinvolti, anche con il coinvolgimento dell’Istituto superiore della Sanità, e aveva da lungo tempo avvisato il gestore acquedottistico aquilano della necessità di prendere adeguati provvedimenti propedeutici all’espletamento delle operazioni commissariali». E si arriva dunque all’annuncio dello stop alle attività. «Ad ogni modo, il commissario straordinario, preso atto della risposta del sistema idrico gestito dalla Gran Sasso Acqua spa a seguito di una semplice attività di rilievo e della conseguente crisi idrica che sta interessando parte della popolazione dell’Aquilano, ha disposto il fermo delle attività al fine di eseguire gli approfondimenti di maggiore dettaglio sulle condizioni di funzionamento del sistema in tempo reale di analisi delle acque “Early Warning” in dotazione alla Gran Sasso Acqua spa e verificare le condizioni di esercizio, manutenzione e difesa igienica delle opere di captazione in gestione alla stessa». Infine, il commissario elenca le priorità. «La priorità assoluta resta quella di fornire ai cittadini una risorsa idrica aventi le migliori qualità possibili senza interromperne l’erogazione. La priorità assoluta del commissario straordinario e della struttura a suo supporto, in collaborazione con tutti gli attori istituzionali interessati, resta quella di assicurare ai cittadini la fornitura di una risorsa idrica rispondente ai più elevati livelli di igiene e qualità senza interromperne l’erogazione».
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