Acqua vietata e afa: è emergenza

21 Luglio 2015

Celano, altra giornata di disagi: cisterna per rifornire clinica e abitazioni. Attesi i risultati delle analisi

CELANO. Afa opprimente e il divieto di utilizzare l’acqua hanno messo a dura prova i residenti di Celano. Da domenica e per tutta la giornata di ieri ci sono stati disagi, con gente che è andata ad accaparrarsi la minerale in bar e supermercati. Il Cam ha messo a disposizione una cisterna per rifornire la clinica L’Immacolata e alcune abitazioni (si può chiamare il numero 348.5272168).

L’emergenza potrebbe rientrare solo questa sera, ma si aspettano i risultati delle nuove analisi effettuate dalla Asl. Se tutti i parametri risulteranno a norma il sindaco Settimio Santilli emanerà una nuova ordinanza, questa volta di revoca alla precedente, per ripristinare il normale utilizzo dell’acqua. Ieri, dagli uffici del Comune, hanno fatto sapere che le ulteriori analisi escluderebbero altri problemi. L’emergenza idrica a Celano è iniziata domenica quando è scattato l’allarme alla sorgente di Fontegrande (Santi Martiri) a causa di problemi di torbidità dell’acqua. Sulle cause che potrebbero aver provocato tale imprevedibile inconveniente sono in corso ulteriori verifiche da parte dell’ufficio tecnico e manutenzione del comune e del Cam, la cosa certa è che si è trattato di un fenomeno naturale (l’ultimo nubifragio o una piccola scossa di terremoto?). Il sindaco Santilli, vista l’emergenza, ha predisposto un’apposita ordinanza con la quale ha invitato la cittadinanza a non utilizzare l’acqua per uso personale e domestico. Un allarme che comunque ha provocato non pochi disagi in città: tantissimi si sono precipitati a un’altra sorgente adiacente, quella di San Francesco, per fare scorta di acqua. Presi d’assalto anche tutti i locali pubblici e negozi. Molta l’apprensione anche perché all’inizio non si sapeva che il problema era legato alla torbidità dell’acqua.

«La situazione è nettamente migliorata» precisa il sindaco «ma ho ordinato ulteriori analisi microbiologiche e fisiche. Al termine di questa ulteriore fase di analisi potrò emettere una ordinanza di revoca».

Dante Cardamone

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