Acquasanta, case e orti sfiorati dal fuoco

L’incendio è partito da alcuni terreni incolti. Sul posto forestali, pompieri e gruppi di protezione civile
L’AQUILA. Un incendio divampato nel pomeriggio di ieri, tra via Acquasanta e la frazione di San Giacomo, ha minacciato abitazioni e campi della zona. Le fiamme sono divampate in una collinetta che si trova al di sopra dell’area delle scuole e hanno raggiunto orti e cortili, costringendo i proprietari a intervenire direttamente ancora prima dell’arrivo dei soccorsi.
L’incendio è stato comunque circoscritto nel giro di un paio di ore, grazie all’intervento dei vigili del fuoco, coadiuvati da alcune squadre del corpo forestale e vari gruppi locali di protezione civile. Alle operazioni di spegnimento e alla successiva fase di bonifica hanno partecipato anche gli alpini in congedo della sezione Jacobucci.
Al lavoro pure mezzi militari. Ma significativo è stato l’apporto dei residenti del posto che sono intervenuti direttamente a difesa delle loro proprietà con pompe e altri strumenti per l’irrigazione.
L’area, circoscritta da via Acquasanta, è stata temporaneamente preclusa al traffico da alcune pattuglie della polizia municipale che ha allestito dei posti di blocco temporanei.
Numerose le telefonate al centralino dei vigili. Da accertare le cause che hanno scatenato il rogo. Naturalmente, il grande caldo di questi giorni ha facilitato il propagarsi delle fiamme.
Proprio la scorsa settimana, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha firmato un’ordinanza volta a incentivare la prevenzione e lotta contro il rischio di incendi. Un provvedimento giudicato necessario «essendo presenti nel territorio aquilano un gran numero di terreni incolti». Di fatto, le fiamme di ieri hanno colpito una zona con sterpaglie. L’ordinanza dispone che i proprietari di terreni o di fondi agricoli insistenti sul territorio comunale provvedano entro il 31 luglio 2015, a compiere tutte quelle attività necessarie a ridurre al minimo il rischio di incendio, vietando, inoltre, nei centri urbani, di bruciare sterpaglie, rovi o materiale secco di qualsiasi natura.
I trasgressori verranno puniti con l’applicazione della sanzione amministrativa, ovvero il pagamento di una somma da 25 a 500 euro. L’ordinanza chiede anche ai proprietari di ripulire i propri terreni da rovi, sterpaglie, materiale secco di qualsiasi natura. (fab.i.)
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