Acque a Canistro, scatta l’inchiesta

Blitz della Finanza sull’imbottigliamento dalla sorgente Fiuggino
CANISTRO. Acque sempre più agitate a Canistro attorno alla vicenda Santa Croce. La Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta sull’imbottigliamento dalla sorgente Fiuggino, portata avanti dall’imprenditore molisano Camillo Colella dopo la chiusura dell’altra condotta, quella di Sant’Antonio Sponga, e il lungo braccio di ferro con la Regione. L’altro giorno i finanzieri hanno compiuto un’ispezione per accertare eventuali irregolarità. Un blitz ordinato dai giudici di Avezzano. «La società Santa Croce si è messa totalmente a disposizione per dimostrare l’infondatezza dei rilievi», sottolineano i dirigenti dell’azienda dell’acqua minerale, «abbiamo fiducia nell’operato della magistratura, sottolineando comunque che l’esito della verifica ha dimostrato la trasparenza e la correttezza con cui la società sta operando a Canistro e negli altri siti produttivi». La Santa Croce sostiene di essere concessionaria della sorgente Fiuggino. Per il Comune di Canistro, al contrario, non c’è alcuna autorizzazione. Proprio il sindaco Angelo Di Paolo aveva inoltrato un esposto al Servizio risorse del territorio e Attività estrattive della Regione Abruzzo, alla Asl, ai carabinieri del Nas e alla Procura.
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