Acquifero del Gran Sasso: prorogato il commissario

25 Gennaio 2023

L’AQUILA. Il ruolo di commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso – chiamato a realizzare la mega opera da 180 milioni di euro – esisterà almeno fino alla fine del...

L’AQUILA. Il ruolo di commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso – chiamato a realizzare la mega opera da 180 milioni di euro – esisterà almeno fino alla fine del 2025. Ma non è detto che sarà ancora Corrado Gisonni a ricoprirlo.
Nominato dal secondo governo Conte nel 2019, fu confermato poi da quello Draghi, il suo mandato scade alla fine del prossimo mese di giugno, quando sarà l’esecutivo di tutt’altro colore politico della premier Giorgia Meloni a decidere se riconfermarlo o sostituirlo (come accaduto con il commissario per il post-sisma 2016 Giovanni Legnini).
Proprio i senatori abruzzesi di Fratelli d’Italia Guido Liris ed Etel Sigismondi hanno presentato l’emendamento al decreto Milleproroghe che allunga di due anni e mezzo l’esistenza del commissario, prevedendo una spesa di funzionamento di 300mila euro per il 2024 e di 1,5 milioni per il 2025.
«Con la proroga dell’istituto del commissario, ci sarà la possibilità di poter completare un intervento che è sia di salute pubblica che di infrastrutture», commenta proprio Liris.
Il riferimento del senatore aquilano è al mega progetto da 180 milioni di euro per la messa in sicurezza del bacino acquifero dell’area del Gran Sasso, che serve 700mila utenti ma che deve convivere con l’autostrada A24 e con i Laboratori dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare sotto al traforo.
La pratica per la mega opera, portata avanti proprio dal commissario Gisonni, ha superato lo scoglio della progettazione preliminare. Ma avanza comunque a rilento, anche per la difficoltà di dover procedere parallelamente a un’altra grande opera commissariata, quella della messa in sicurezza del tracciato delle autostrade A24 e A25.