Acquisto divise Asm, scagionato Adriani

Il funzionario assolto con formula piena. Le uniformi furono indossate per l’adunata degli alpini 2015
L’AQUILA. Il tribunale ha assolto dall’accusa di abuso d’ufficio Daniele Adriani, responsabile dell’Ufficio acquisti dell’Asm. Nel mirino, per l’appunto, l’acquisto di divise (ritenute non a norma e prese senza esperire una gara di appalto), per 58mila euro, che dovevano essere indossate in occasione dell’Adunata degli alpini del 2015.
Nel processo, terminato lunedì nel tardo pomeriggio, Adriani è stato assistito dall’avvocato Ferdinando Paone.
La stessa assoluzione era stata invocata anche dallo stesso rappresentante della Procura.
Nel procedimento iniziale vi erano anche altri accusati, i quali avevano una contestazione di natura contravvenzionale e, pertanto, decisero di estinguere il reato con l’oblazione.
Difatti, in un procedimento stralcio, erano indagate persone che in tempi diversi furono ai vertici dell’Asm per le quali ci fu l’avviso di conclusione delle indagini con una contestazione molto diversa da quella principale. Si tratta di Rinaldo Tordera, ex manager dell’Aquilana società multiservizi, Francesco Rosettini, già amministratore unico, ma, va precisato, nominato dopo quei fatti, e Fabio Ianni, responsabile unico del procedimento. Il reato loro contestato era di natura contravvenzionale e, dunque, definibile con l’oblazione. Essi pagarono poco più di 3mila euro a testa e uscirono dalla vicenda con il reato estinto.
Si trattava, in particolare, dell’articolo 55, 4°comma, lettera b, del decreto legislativo 81/2008 che riguarda la sicurezza sul lavoro.
L’indagine, portata avanti dalla Guardia di finanza, era scaturita dopo una denuncia dei sindacati. Secondo l’esposto l’Asm aveva «acquistato oggetti che non hanno specifiche minime di sicurezza» e lo aveva fatto con un bando da 58mila euro «senza effettuare la relativa gara, ma procedendo ad assegnazione diretta». La denuncia portò a un blitz delle Fiamme Gialle in azienda per alcune acquisizioni. Tra 90 giorni si conosceranno le motivazioni per le quali il caso è definitivamente chiuso, visto che il pm Fabio Picuti non farà ricorso. (g.g.)
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