Ad Avezzano l’edicola del futuro: la gestione in mano ai giovani

Il progetto per ridare vita alla rivendita in piazza Matteotti: non solo quotidiani, ma anche servizi. Il piano del sindaco Di Pangrazio: «Vogliamo ampliare la struttura, poi un bando per il rilancio»
AVEZZANO. La prima “edicola del futuro” in Abruzzo potrebbe sorgere nel cuore di Avezzano, in piazza Matteotti. Non solo quotidiani e riviste, ma uno spazio dove attivare numerosi altri servizi, che sia anche luogo di ritrovo per i ragazzi. Un progetto non più solo sulla carta, ma passato alla fase esecutiva, come dimostra il sopralluogo effettuato nel fine settimana dal sindaco, Gianni Di Pangrazio, che apre la strada al progetto Edicola 3.0.
L’edicola di piazza Matteotti, snodo naturale tra la stazione ferroviaria, i parcheggi, il terminal e il centro di Avezzano, potrebbe presto cambiare volto dando forma ad un primo progetto replicabile, a catena, in tutte le città abruzzesi. Di Pangrazio, accompagnato dal dirigente dei Lavori pubblici Antonio Ferretti e al professor Marcello Sansone, coordinatore scientifico del Piano di marketing urbano, ha effettuato un sopralluogo che lascia intravedere una prospettiva precisa: trasformare l’attuale punto vendita in una Edicola 3.0: un hub urbano di servizi capace di affiancare alla tradizionale vendita dei giornali nuove funzioni per cittadini, pendolari e turisti.
Il progetto, nato mesi fa, ha trovato un’importante sponda istituzionale: lo scorso giugno, il consiglio regionale ha approvato all'unanimità la legge sulle edicole polifunzionali, riconoscendo ai Comuni la possibilità di favorire la trasformazione delle tradizionali rivendite in veri e propri presìdi di comunità. L’idea elaborata da Sansone va oltre il semplice punto vendita di quotidiani e riviste: l’edicola diventa a tutti gli effetti un luogo di prossimità, capace di offrire servizi utili alla vita quotidiana: ritiro e consegna dei pacchi, pagamento di bollette e altri servizi digitali, vendita di biglietti, informazioni turistiche, mappe interattive, piccoli spazi per iniziative culturali e, più in generale, punto di riferimento per cittadini, pendolari e visitatori.
Se il progetto andrà in porto, Avezzano potrebbe essere tra le prime città abruzzesi a dare attuazione concreta a questa nuova filosofia, anticipata proprio nell'ambito del Piano di marketing urbano e oggi sostenuta anche dal nuovo quadro normativo regionale. Il percorso è ancora nella fase preliminare: saranno necessari la definizione progettuale, gli adempimenti amministrativi e, soprattutto, un bando pubblico che individui il futuro gestore.
«La nostra idea è dare concretezza al progetto delle Edicole 3.0 attraverso un bando focalizzato soprattutto sui giovani che vogliono mettersi in gioco», le parole del sindaco Di Pangrazio, «in questa fase stiamo curando gli aspetti progettuali: il layout, l’eventuale ampliamento della struttura, le soluzioni architettoniche e i necessari passaggi burocratici. L’obiettivo è creare un luogo capace di offrire servizi moderni, mantenendo la funzione culturale dell’edicola e, allo stesso tempo, dando un’opportunità a chi vuole investire sul proprio futuro. Vorremmo partire da piazza Matteotti e, se il progetto funzionerà, potrà diventare un modello da estendere anche ad altre edicole della città». L’idea, in fondo, è quella di restituire centralità non tanto all'edicola in sé, quanto alla sua funzione urbana. La recente normativa regionale va proprio in questa direzione.
Lo scorso 16 giugno, il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge che introduce le edicole polifunzionali, riconoscendo i punti vendita della stampa come veri e propri presìdi di comunità. Il provvedimento consente di ampliare i servizi offerti, mantenendo la vendita di quotidiani e riviste come attività principale, ma affiancandovi funzioni come sportelli turistici, servizi di prossimità, hub per il ritiro e la consegna dei pacchi e altre attività utili ai cittadini. La legge prevede inoltre la possibilità per i Comuni di concedere agevolazioni sul canone di occupazione del suolo pubblico e istituisce un primo fondo regionale destinato ad accompagnare il percorso di innovazione.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

