Addio a Badia, docente e commercialista

Si è spento a 61 anni dopo una malattia. Ha insegnato ai ragionieri dell’Itc “Rendina”. Era figlio del partigiano Mario
L’AQUILA. Il fratello Luciano lo immagina già in sella a una HarleyDavidson – una delle sue passioni – a percorrere «i sentieri infiniti del Paradiso». Lutto in città per la scomparsa, all’età di 61 anni, del professor Paolo Badia, docente per anni all’istituto commerciale “Rendina” e dottore commercialista. Figlio del mitico partigiano Mario (che fu assessore comunale nel Pri) si è spento dopo una malattia. Lascia la moglie Alessandra, i figli Chiara, Alessandro e Laura, il fratello Luciano, le sorelle Pierangela e Simonetta. I funerali si terranno in forma strettamente privata (a causa dell’emergenza Covid), oggi, a Civitatomassa di Scoppito.
CHI ERA. Il professor Badia ha dedicato la gran parte della vita all’insegnamento, unito alla libera professione. Ha cresciuto oltre 1.500 studenti, che nel corso del tempo, anche tanti anni dopo la scuola, hanno mantenuto con lui rapporti di amicizia. Ne sono la testimonianza i tanti messaggi che, in queste ore, stanno pervenendo ai familiari. In gioventù era stato un atleta di pallavolo, avendo militato, tra le altre squadre, nell’Oratoriana Volley e nel Torrione. Con la squadra dei Salesiani centrò la promozione in serie C negli anni Ottanta, sotto la guida tecnica di Antonello Passacantando. Il volley, insieme allo sci, era la sua passione. Ma il suo cuore batteva anche per le Harley-Davidson. Ne ha possedute tre e le ha “cavalcate” in tantissime escursioni alla scoperta di luoghi ameni. Amava la famiglia. E la sua numerosa famiglia di origine è molto conosciuta. Il padre Mario, che si è spento nel dicembre 2018, si considerava con orgoglio “partigiano”, anche se i cugini non gli avevano permesso di andare in montagna a combattere perché nel settembre del ’43 ancora non aveva 14 anni, ma fu arrestato lo stesso, per due volte, dai tedeschi. Nel settembre dell’anno scorso un’altra grave perdita, quella del fratello Lamberto, stroncato da malore in montagna a 52 anni. L’Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili (cui era iscritto dal 1989) partecipa al dolore della famiglia, ricordandolo come «decano della Professione ed esempio di spirito di servizio per tutti i Colleghi».(e.n.)
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