Addio a Fanti, guidò il consiglio comunale

È stato il primo a ricoprire la carica nell’assise civica quando era sindaco Spallone. Aveva 81 anni
AVEZZANO. La città perde un pezzo di storia: Lino Fanti, primo presidente del consiglio comunale di Avezzano, con il vulcanico sindaco Mario Spallone, è morto all’età di 81 anni.
Fanti, imprenditore del settore ristorazione, che in gioventù aveva vestito la divisa della polizia di Stato, si è spento, a Chieti, per problemi cardiocircolatori: i funerali del politico sui generis, «un padre di famiglia», lo ricorda Lino Cipolloni, suo successore sullo scranno più alto di Palazzo di città, «fuori dagli schemi classici della politica, sempre con il sorriso sulle labbra», si terranno oggi, alle 10.30, nella cattedrale di Avezzano, in piazza Risorgimento.
«Era una persona veramente a modo», aggiunge Cipolloni, «che trattava tutto come se fosse in famiglia, dotato di grandi doti umane: riflessivo e attento, ma poco formale. Ricordo un episodio quando il Comune di Avezzano fu chiuso per dei lavori di restauro: nella seduta di consiglio comunale all’Arssa, Lino si presentò con una tuta da ginnastica brillante, mentre il sindaco, Mario Spallone, arrivò con la consueta giacca e cravatta. Era fuori dagli schemi, non si formalizzava su nulla, però era una persona per bene, ligio al rispetto delle regole e degli altri, mentre quando qualcuno cercava di metterlo in difficoltà, nelle sedute in assise civica, riusciva sempre a cavarsela con un gran sorriso. Fino a qualche tempo fa, quando lo incontravo, ricordavamo i bei tempi dell’epoca. La città e la famiglia, alla quale porgo condoglianze vivissime, perdono un uomo di grandi princìpi e di grande umanità». La scomparsa di Fanti ha registrato cordoglio unanime in città: alla famiglia giungono, tra le altre, le condoglianze del presidente dell’Avezzano calcio, Gianni Paris, e dell'Associazione nazionale pensionati della polizia di Stato, corpo dove l’ex presidente del consiglio comunale aveva militato prima di un infortunio alla gamba. Spallone, medico personale del leader del Partito comunista italiano, Palmiro Togliatti, iniziò il cammino a Palazzo di città nel post-Tangentopoli, dopo il terremoto che spazzò via amministratori e funzionari, con al suo fianco, nelle vesti di presidente del consiglio comunale, proprio l’ex poliziotto imprenditore prestato alla politica. (m.s.)
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