Addio a Paolo Scipioni anima delle Tre Marie

Il noto chef è morto a 90 anni pochi mesi dopo essere tornato all’Aquila Nel suo ristorante clienti di fama internazionale: da Fellini a Gassmann
L’AQUILA. «L’Aquila gli sarà sempre grata e l’annovera tra i grandi della sua storia». Così l’amico Sergio Adriani ricorda Paolo Scipioni, anima e titolare dello storico ristorante Tre Marie, chef di primo livello, deceduto l’altra sera a 90 anni. Scipioni, dopo il sisma del 2009, era stato costretto a riparare a Frascati ma, per sua volontà, come lo stesso Adriani ricorda, appena gli è stato possibile, è tornato in città a passare l’ultimo periodo della sua lunga vita. I funerali saranno celebrati domani mattina, alle 11, nella chiesa parrocchiale di San Pio X al Torrione. Tante le parole di commozione da parte degli esponenti istituzionali nei riguardi di colui che ha gestito il mitico ristorante simbolo degli anni “ruggenti” che, per L’Aquila, furono quelli del decennio 1960-1970. Un ristorante chiuso dopo il sisma, ma che potrebbe riaprire dopo il cambio di proprietà.
«Per anni», ha scritto il sindaco Pierluigi Biondi, «il ristorante Tre Marie è stato punto di riferimento per la tradizione culinaria abruzzese e per i tanti esponenti del mondo culturale, politico e civico nazionale e internazionale che erano soliti visitare L’Aquila. Da Fellini ad Andreotti a Bartali, in tanti hanno potuto apprezzare il nostro territorio in uno dei tanti gioielli che il centro storico custodiva prima del terremoto. Ai familiari di Scipioni le più sentite condoglianze».
«Paolo Scipioni», ha detto la deputata Pd Stefania Pezzopane, «era un vero signore, garbato ed elegante, custode e promotore dei più bei piatti tradizionali della cucina aquilana. Indimenticabili le serate passate in quel prezioso ristorante, dove si andava nelle occasioni importanti e che aveva visto tutti gli ospiti venuti in città nel corso dei decenni. Ricordo in particolare quando, in occasione delle varie edizioni del Premio di poesia intitolato a Laudomia Bonanni, si organizzava una serata, con i poeti più importanti. Ed era sempre uno straordinario successo, con un menu definito, sempre quello, ma sempre speciale. Scipioni, nella prima indimenticabile edizione, donò al grande poeta Evgenij Evtušenko il suo vino etichettato Tre Marie, che il grande poeta russo aveva magnificato per tutta la cena. Lo scrigno delle Tre Marie e tante altre sue creazioni hanno rafforzato la storia e la tradizione della nostra città. Mi dispiace moltissimo, ho sofferto molto per la chiusura delle Tre Marie, ora, rammaricata, piango per la perdita di una splendida persona». Pochi mesi fa è stato pubblicato un libro di successo, scritto dallo stesso Adriani e intitolato “L’Abruzzo nel piatto”. Il libro parte dalla storia personale del ristoratore, per raccontare le sue preziose ricette, sperimentate per oltre mezzo secolo e ispirate alla grande tradizione della cucina abruzzese. Il volume raccoglie, infatti, ben 112 ricette di ogni tipo. Nel testo anche i segreti della tradizionale “Panarda”, l’antica cena che iniziava al tramonto e finiva all’alba con un numero interminabile di portate, tradizione dell’Abruzzo aquilano e del Frentano. «Esprimo a tutti gli aquilani», ebbe a dire Scipioni dopo l’affollata presentazione, «specialmente aji quatrani e alle quatrane, l’amorevole augurio di tornare al più presto in una città risorta: lieta, festante, brillante, ospitale, colta e generosa, come era nella mia spensierata adolescenza».
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