Addio a Shultz, anima del calcio La città piange Fabrizio Scarsella

Una figura carismatica nello sport locale. Quel soprannome “da tedesco” scelto dall’amico Cantalini Insegnante di educazione fisica, giocò con il Raiano e fu allenatore anche delle giovanili rossoblù
L’AQUILA. Era una persona speciale, di quelle che lasciano il segno. La città si è svegliata più sola, quando è arrivata la notizia: «Shultz non è più tra noi». Fabrizio Scarsella aveva 65 anni ed è deceduto in ospedale, dove era ricoverato a causa di una grave malattia. Una malattia che ha combattuto come un leone, come un vero sportivo che non si arrende mai. Per anni docente di educazione fisica, stimato dai colleghi e amatissimo dagli studenti, era stato calciatore (era un’ala) e allenatore e per decenni un punto di riferimento per il mondo giovanile cittadino e del comprensorio. «Chiunque abbia giocato a calcio in questa città, conosce Fabrizio Scarsella. Chiunque lo abbia conosciuto, non può non averlo apprezzato in maniera speciale». Così lo ricorda l’amico Enrico Verini.
PER TUTTI ERA SHULTZ
Tutti lo conoscevano come Shultz: un soprannome che era nato per gioco, racconta distrutto l’amico fraterno Adriano Cantalini: «Eri un ragazzino quando tuo padre, un poliziotto, ti portò all’oratorio, mi disse che non avevi più la mamma e mi chiese di farti da fratello maggiore. Un legame forte, che ci ha sempre unito e accompagnato: correvi per il campo col tuo caschetto biondo, presi a chiamarti Shultz, come un famoso calciatore tedesco, ovviamente biondo, un soprannome che ti ha accompagnato e fatto conoscere a tutti. Dall’Oratoriana ti portai alle Acli di Tonino Tomasoni che stravedeva per quel biondino vivace, giocherellone, simpatico, sbarazzino, sempre gioioso ma che incantava con le sue giocate, tanto da attirare le attenzioni del presidente Petrilli che ti volle al Raiano in Interregionale».
OGGI L’ULTIMO SALUTO
La vita non aveva risparmiato dolori, a Fabrizio: nel 2016 era morta sua moglie, Maria Celestina Di Stefano, anche lei insegnante. Poi è arrivato il brutto male. Che lo ha fiaccato ma non ha spento le sue passioni: oltre allo sport, era anche un amante della musica rock. Lascia i figli Alessio, Chiara e Marco, a cui vanno le condoglianze della redazione del Centro. I funerali si terranno oggi, alle 15, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio.
CALCIO IN LUTTO
Scarsella aveva studiato al liceo Scientifico, poi si era iscritto all’Isef e per moltissimi anni aveva insegnato educazione fisica. In gioventù era stato calciatore dell’Aquila, dopo aver ottenuto ottimi risultati nelle giovanili. Negli ultimi anni ha curato il settore giovanile della squadra rossoblù, ma è stato anche allenatore (con successo) di numerose squadre dilettantistiche. «Se ne va un uomo buono e schietto», scrive la società L’Aquila 1927, «un appassionato di calcio, un nostro tifoso. Per i nostri colori Schulz ha giocato, allenato settore giovanile, Berretti e prima squadra (da subentrante nel 1994). Da ultimo, è stato uno dei primi a credere con convinzione nella rinascita del nostro settore giovanile allenando nel 2020, prima dello stop causa Covid, gli Allievi rossoblù». Si stringe ai familiari la squadra dello United L’Aquila: «Schultz è stata una di quelle figure a cui il movimento calcistico aquilano deve moltissimo. Un uomo che ha insegnato calcio a tantissimi ragazzi, coltivando e mantenendo viva la passione per questo sport sul nostro territorio, la stessa che aveva lui». Anche le società Pizzoli, Raiano, Genzano e Cus L’Aquila lasciano messaggi di cordoglio. Ieri i giovanissimi Under 15 del Pizzoli sono scesi in campo con il lutto al braccio.
LE ISTITUZIONI
L’assessore allo Sport, Vito Colonna, e i consiglieri comunali Katia Persichetti e Livio Vittorini, esprimono il più profondo cordoglio: «Se ne va un uomo per bene, un grande appassionato di sport e di calcio, quello dei veri valori che hanno ispirato la sua vita. Una persona amata e rispettata anche per la gioia di vivere che trasmetteva».
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