Addio a Tiboni, il fischietto del rugby

Docente ed ex atleta del primo scudetto neroverde fu per anni arbitro internazionale. Oggi i funerali a San Bernardino
L’AQUILA. Sui campi da rugby mancava da un po’ di tempo. Il trillo del suo fischietto mancherà a molti. Sergio Tiboni ha passato la palla.
Ex professore di educazione fisica in numerose scuole aquilane, ex giocatore di rugby, aveva militato anche nella formazione dell’Aquila rugby che aveva vinto lo scudetto nel 1967, ed è stato per molti anni arbitro internazionale di rugby. Tiboni si è spento due giorni fa. A darne notizia è stato il Comitato regionale abruzzese della Federazione Italiana Rugby. «Già giocatore dell’Aquila rugby, con cui aveva vinto il primo storico scudetto del 1967, divenne uno dei primi arbitri internazionali italiani», così lo ricordano dal comitato. «Tiboni fu il primo fischietto italiano a utilizzare il collegamento audio con i suoi collaboratori, in occasione della diretta tv Rovigo-Petrarca del 1980. Fu inoltre presidente della sezione provinciale e venne insignito della medaglia d’oro del Coni».
«Se ne va un personaggio che rappresenta la storia della palla ovale regionale e non solo. Alla famiglia va l’abbraccio forte del presidente di Fir Abruzzo Giorgio Morelli e di tutto il movimento abruzzese». Con Tiboni si spegne uno dei personaggi più rappresentativi del rugby aquilano. Non solo come giocatore, ma anche da arbitro, ha rappresentato un punto di riferimento per chi voleva conoscere i segreti del rugby. In molti ricorrevano a lui quando, nel corso della partita, avveniva qualche episodio dubbio. E Tiboni ai giovani dava sempre una spiegazione tecnica precisa, basata rigorosamente sul regolamento.
Appena la notizia ha cominciato a circolare in città e sui profili social, in molti, anche suoi ex studenti, hanno voluto lasciare un messaggio di cordoglio. I funerali oggi alle 15, nella basilica di San Bernardino.
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