Addio ad Annita, la bidella dello Scientifico

22 Febbraio 2022

Era molto amata tra gli insegnanti e gli studenti. I figli hanno vinto lo scudetto con L’Aquila rugby

L’AQUILA. Sono stati celebrati ieri i funerali di Annita Ciuffini, storica bidella del liceo Scientifico dell’Aquila. Per oltre trent’anni il suo sorriso ha accolto generazioni e generazioni di studenti aquilani passati sui banchi del liceo di San Bernardino e poi della nuova sede di Pettino. Viene ricordata da tutti come «una donna gioviale, sempre di buon umore, disponibile e altruista». Ed era molto amata sia dagli insegnanti che dagli studenti. Con quest’ultimi poi aveva instaurato un rapporto davvero speciale: gli preparava il caffè, i dolci e li rassicurava quando erano preoccupati prima di un compito in classe o di un’interrogazione. Annita aveva dedicato tutta la sua vita alla famiglia e alla scuola. La bidella era appassionata di cucina, amava preparare pranzi e cene per amici e parenti e per questo la sua tavola era sempre apparecchiata e affollata. Come una vera padrona di casa le piaceva intrattenere i suoi ospiti con storie e aneddoti. Lascia il marito Angelo Alfonsetti, 88 anni, custode in pensione della Provincia dell’Aquila, e i figli Maurizio, Giovanni e Massimiliano. Gli ultimi due sono molto conosciuti in città per aver militato tra le fila dell’Aquila rugby all’epoca in cui la squadra era in serie A. Entrambi hanno potuto festeggiare lo storico e indimenticabile scudetto del ’94 contro il Milan. Annita amava organizzare cene anche per gli atleti neroverdi, in più occasioni aveva riunito la squadra intorno alla sua tavola imbandita che la donna preparava con le sue mani. «Purtroppo ci ha lasciati Annita Ciuffini, storica collaboratrice scolastica che ho avuto il piacere di conoscere quando frequentavo il liceo scientifico “Andrea Bafile”», è il messaggio di cordoglio alla famiglia del sindaco Pierluigi Biondi, «Annita era sempre cordiale e indulgente con noi ragazzi e le eravamo affezionatissimi. Ricordo», conclude il primo cittadino, «quelle volte che uscivamo dalla classe con la scusa di andare in bagno e andavamo da lei a fare due chiacchiere e a bere un caffè». (f.d.m.)
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