Addio all’Associazione combattenti e reduci

30 Giugno 2019

Bandiera riconsegnata con una solenne cerimonia nell’ufficio Unuci. Maddalena rende onore a Nemesi

AVEZZANO. Con una solenne cerimonia nell’ufficio della sezione Unuci di Avezzano ha avuto luogo la consegna della bandiera della destituita Associazione combattenti e reduci. Presente Gabriella Nemesi (figlia del cavalier Mario, già presidente dell’Ancr), oltre al presidente della sezione Unuci, Floriano Maddalena, Loreto Giandomenico, Mario Salone, Gustavo Iatosti, Mario Di Berardino, Mario Petricola, il presidente dell’Associazione finanzieri, Remo Ruscitti, il segretario del Gruppo alpini di Avezzano, Mauro Bongiovanni, il capogruppo degli Alpini di San Pelino, Ettore Di Mattia, il vicepresidente dell’Associazione Arma Aeronautica, Gianni Andreetti, e due rappresentanti dell’Associazione forestali. Ha preso la parola il capitano Maddalena che, dopo aver salutato e ringraziato la signora Nemesi e tutti gli amici presenti, ha illustrato la figura del cavaliere Mario Nemesi, prossimo al compimento del 99esimo anno di età. «Il cavalier Nemesi è un gran signore, fu combattente nella Seconda guerra mondiale, riportando delle invalidità, ineccepibile funzionario delle Fs», le parole del capitano Maddalena, «per gli ultimi 20 anni fu presidente dell’Associazione combattenti e reduci. Purtroppo l’Associazione combattenti è stata destituita per il decesso della quasi totalità degli associati, ma resta un’associazione che ci ha dato dei preziosi insegnamenti che conserviamo gelosamente nei nostri cuori. Dopo 74 anni è stata destituita, siamo dispiaciuti, ma nel contempo ci solleva il fatto che in tutti quegli anni l’Italia non è entrata in guerra. Ringrazio il mio affettuosissimo amico Mario Nemesi perché ha voluto consegnarmi, tramite sua figlia Gabriella, la bandiera dell’Associazione combattenti, segno di una reciproca stima». Il presidente Maddalena ha poi ricordato il valore e l’impegno delle numerose Associazioni d’arma di Avezzano e frazioni: «L’Unuci e le numerose Associazioni d’arma costituiscono un’unica famiglia, in cui il dolore di uno di noi è il dolore di tutti noi e la gioia di uno di noi è la gioia di tutti noi».
La cerimonia è terminata con gli onori alla Bandiera dei combattenti attraverso le note dell’Inno nazionale.
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