Adesca una minore: aquilano arrestato

30 Gennaio 2022

Un operaio 27enne è finito in carcere con l’accusa di aver scambiato immagini e video intimi con una bambina di 9 anni

L’AQUILA. Ha adescato una bambina di 9 anni su Instagram e WhatsApp facendosi inviare immagini e video intimi. Ma i genitori della minore hanno scoperto tutto e lo hanno fatto arrestare. Nei guai è finito M.B., un operaio aquilano di 27 anni. Dovrà rispondere delle gravi accuse di atti sessuali con minore e produzione di materiale pedopornografico. Il presunto pedofilo è stato smascherato dalla Procura distrettuale di Catania nell’ambito di una complessa attività di indagine condotta dalla Polizia postale. Gli inquirenti siciliani hanno chiesto e ottenuto dal giudice per le indagini preliminari un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’operaio residente all’Aquila ritenuto responsabile di atti sessuali con minore e produzione di materiale pedopornografico. L’indagine avviata dalla Polizia postale trae origine dalla denuncia di una mamma residente in provincia. La donna, infatti, si era accorta che la figlia di appena anni 9 era stata adescata dal 27enne sui social network e indotta a inviare immagini e video intimi. Secondo le accuse, l’operaio sarebbe riuscito a conquistare la fiducia della bambina fino a convincerla a intrattenere “giochi erotici” on line. Ne sono testimonianza i diversi i video di autoerotismo che sarebbero stati inviati dal ragazzo alla bambina insieme a richieste sessuali al fine di ottenere immagini di pornografia minorile. I fatti risalgono a poche settimane fa e sono stati scoperti dai genitori che li hanno subito denunciati. Nella delicata indagine ha operato la sezione di Polizia postale dell’Aquila che ha perquisito e raccolto prove a casa del presunto pedofilo. Elementi che hanno consentito al pubblico ministero di richiedere e ottenere con tempestività un provvedimento cautelare in carcere alla luce, tra l’altro, dei precedenti specifici dell’operaio e della sua pericolosità. Il materiale informatico sequestrato sarà sottoposto ad approfondite analisi da parte degli esperti della Polizia postale per chiarire eventuali ulteriori adescamenti o violenze a minori. La misura cautelare è stata eseguita dalla Polpost dell’Aquila.
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