Adsu: le mense salvate dal Cda

17 Ottobre 2014

Università, il consiglio di amministrazione dell’azienda per il diritto allo studio replica agli studenti

L’AQUILA. «Il consiglio d’amministrazione dell’Adsu (Azienda diritto agli studi universitari) si è impegnato a salvare le mense». A sottolinearlo sono i rappresentanti dell’Adsu, all’indomani della riunione nella quale si è discusso della possibile chiusura di una delle quattro mense universitarie. In particolare a rischio sarebbe stata quella della Campomizzi. Per evitare la chiusura, gli studenti hanno partecipato all’ultimo cda con una rappresentanza di 30 residenti della Campomizzi e una delegazione dell’Udu (Unione degli universitari). Nei giorni precedenti, il presidente dell’Adsu Francesco D’Ascanio, con due diverse lettere, aveva interessato della questione la senatrice Stefania Pezzopane, il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci. «Le mense non sono state chiuse per via del blitz di una ventina di studenti durante una seduta dello stesso cda», spiegano in una nota il presidente D’Ascanio e i consiglieri Abramo Frigioni, Francesco Iritale, Rita Roncone e Maria Teresa Todisco. «Il cda ha discusso il mantenimento del servizio mensa e in quella sede ha deliberato in merito alle direttive necessarie all’emanazione del bando di gara atto a garantire la prosecuzione del servizio mensa per il 2015. La decisione non è stata influenzata dal gruppo di studenti che ha chiesto udienza prima del cda, in considerazione del fatto che tale problematica era già stata inserita nell’ordine del giorno e istruita dagli uffici in relazione alle disponibilità in bilancio e alle strutture da gestire. La deliberazione è stata possibile grazie a una votazione unanime, a cui non hanno partecipato i rappresentanti degli studenti». Infine, il cda dell’Adsu è sicuro di «aver correttamente operato e respinge ogni accusa di scarso interesse a sostegno alla popolazione studentesca universitaria, auspicando una più fattiva collaborazione con gli studenti».