Adsu, Pietrucci chiede la verità: «Soltanto caos e mala gestione»

14 Novembre 2023

Il consigliere del Pd: «Morgante doveva dimettersi per chiedere scusa, non per candidarsi con la Lega» Dem pronti ad andare fino in fondo sui bilanci aziendali: «Ci rivolgeremo a Procura e Corte dei Conti»

L’AQUILA. «L’Azienda per il diritto agli studi universitari è stata suicidata dalla sua ormai ex presidente, Eliana Morgante. Dopo aver licenziato due direttori, prima Luca Valente poi Paola Di Salvatore, e aver gettato l’ente nel caos della mala gestione, si è dimessa non per chiedere scusa, ma per candidarsi con la Lega alle prossime elezioni regionali». Così il consigliere regionale del Pd Pierpaolo Pietrucci, in apertura della conferenza stampa di ieri mattina presso la sala Fabiani dell’Emiciclo sulle problematiche lasciate in eredità dall’ultima gestione Adsu. Insieme a Pietrucci anche il segretario comunale del Pd, Nello Avellani. L’incontro è uno dei primi passi di quella che i due definiscono “Operazione verità”. «Lo scorso venerdì avrei dovuto ottenere gli atti dell’Adsu per i quali, dopo un mese di attesa, ero stato costretto a ricorrere all’intervento della guardia di Finanza», spiega Pietrucci, «ma la maggior parte ancora mancano, soprattutto quelli relativi alla contrattualizzazione dei servizi con aziende, lavori per le manutenzioni, gare per la mensa. La relazione periodica del revisore dei conti si concentra soprattutto sull’appalto della sede di via dell’Arcivescovado 8, perché non sono state rispettate le regole. Mancano all’appello anche il bilancio di previsione e i 10 milioni per risarcire i parenti delle vittime della Casa dello Studente». «Tutto quello che abbiamo denunciato», prosegue Pietrucci, «sta emergendo e non esiteremo a portare gli atti alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti. Quello che diciamo è suffragato dalla relazione periodica del revisore dei conti. Non solo non sono stati pubblicati i bilanci dell’azienda, ma addirittura non sono stati presentati i rendiconti del 2022/2023 nei tempi previsti dalla legge». Secondo i dem, la presidenza Morgante lascia l’Adsu «senza risorse economiche sufficienti e totalmente priva di programmazione politica e strategica»: «Nessuno ha reperito le risorse del Pnrr e dei fondi comunitari, indispensabili per il pagamento delle borse di studio», continua Pietrucci. Riguardo la cosiddetta “cittadella universitaria”, il consigliere è chiaro: «Nonostante fosse noto da anni che si sarebbe lasciata la caserma Campomizzi, siamo stati costretti a deportare gli studenti universitari a Cansatessa, sottraendo case alle esigenze abitative della popolazione, di fronte ad una lista d’attesa importante». Tra gli obiettivi dell’accesso agli atti anche quello di «conoscere la vulnerabilità sismica della palazzina Ater dove sono gli studenti», sottolinea. «L’Univaq risulta ultima nella classifica Censis della sua categoria, quella dei medi atenei. Il motivo non risiede nella didattica e nella ricerca, che rimangono di alto livello. Il motivo è che mancano i servizi: mense, trasporti, posti letto», rimarca Avellani, «gli studenti leggono queste classifiche e fanno altre scelte di vita. Se continuiamo così, la città perderà uno degli asset su cui si era immaginata la ricostruzione». «Questa destra occupa tutti i posti di amministrazione possibile, fa dei disastri amministrativi come quello dell’Adsu, poi alla prima occasione se ne va per candidarsi da qualche altra parte», denuncia Avellani.
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