«Affamati e presi a pugni» 10 accuse a madre e figlio

15 Luglio 2017

Ecco gli episodi contestati dal pm agli operatori del centro d’accoglienza arrestati Casciere chiede l’annullamento dell’ordinanza. Martedì gli interrogatori

CANISTRO. Sono dieci gli episodi di abusi e violenze contestati a madre e figlio, entrambi operatori del centro di accoglienza “L’isola che non c’è” di Canistro. Martedì, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Carmela Natalina Venditti e Francesco Palma dovranno fornire spiegazioni sui loro comportamenti. Nel frattempo, il loro legale, l’avvocato Leonardo Casciere, ha depositato l’istanza al tribunale del Riesame dell’Aquila chiedendo l’annullamento dell’ordinanza cautelare. Entrambi gli indagati si trovano ai domiciliari nelle loro abitazioni di Luco. I provvedimenti sono stati firmati dal gip Maria Proia, mentre l’inchiesta è affidata al pm Guido Cocco. Le indagini della squadra mobile dell’Aquila, diretta da Tommaso Niglio, si basano anche su alcuni filmati registrati di nascosto dagli ospiti con i telefonini. Si tratta di minorenni provenienti da Paesi africani.
Secondo l’accusa, la donna «ha ridotto la disponibilità dell’acqua calda per la doccia degli ospiti a solo tre ore al giorno, poi ulteriormente ridotte a una sola ora, dalle 9 alle 10 di ogni mattina».
Sempre la Venditti «minacciava continuamente i minorenni dicendo loro: Vedrai quando arriverà Francesco (alludendo a Palma Francesco)». In un’occasione la donna, accortasi che, in violazione alle sue regole, ospiti del centro di accoglienza «avevano comprato del pollo per cucinarlo, lo gettava via, reagendo alle lamentele di uno dei minori spintonandolo violentemente e facendogli così sbattere la testa contro un muro».
E ancora: «Subito dopo una lite tra un minore egiziano e un altro nigeriano, il primo è stato costretto a uscire in giardino, a spogliarsi rimanendo in mutande e a farsi la doccia con l’acqua gelata in piena notte, esposto al freddo dell’esterno, costringendolo a rimanere lì per alcuni minuti subito dopo la doccia». Un altro giorno, mentre gli ospiti del centro stavano facendo colazione, uno dei giovani si lamentava che il cibo non era buono, scatenando le ire della Venditti che «afferrava gli alimenti buttandoli via, dicendo poi con rabbia: questa sera vedrai quando arriverà Francesco». Ed effettivamente «quella stessa sera Palma Francesco si recava da lui dicendogli che se voleva poteva anche non mangiare, quindi vedendo che la persona offesa aveva lo sguardo rivolto verso il basso, lo apostrofava dicendogli che quando parlava lo doveva guardare in faccia, sferrandogli un calcio allo stomaco». Un’altra volta Palma «puniva alcuni minorenni collocando una sedia vicino a una scala e costringendo i medesimi a sedere lì a turno, per un’ora, dalle 22 alle 6 di mattina». Successivamente Palma, trovando due minori nella stanza di un loro amico, colpiva con un pugno uno dei due ospiti». Fino alle minacce a un ospite, sempre per la Procura. Così Palma si sarebbe rivolto a un minore: «Innanzitutto comincia ad abbassare lo sguardo, hai capito e non fare lo spaccone con me, non mi guardare così, che è, che c’è, eh? Cosa vuoi? Devi stare buono, io ti spacco la faccia, ti taglio la gola, qua non stai in Egitto».
Infine, poiché una volta «si era rotta la cinghia di una serranda mentre veniva tirata su da (omissis), per punizione Venditti e Palma non davano agli ospiti la paga per tre settimane, anche se l’indagato li costringeva con minacce a firmare le ricevute come se l’avessero avuta realmente». In un’altra occasione, senza motivo apparente «la Venditti stabiliva che le persone offese non dovessero avere i soldi della diaria per tre settimane di fila, obbligandoli comunque, anche in questo caso, per tramite del Palma che minacciava, a sottoscrivere le ricevute». (r.rs.)
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