Affido condiviso Oggi presidio Pd contro il ddl Pillon
L’AQUILA. Anche in città, come in atre piazze italiane, oggi si leverà il no al disegno di legge Pillon. Alle 15,30, nella piazza della Fontana luminosa, è in programma un presidio simbolico per dire...
L’AQUILA. Anche in città, come in atre piazze italiane, oggi si leverà il no al disegno di legge Pillon. Alle 15,30, nella piazza della Fontana luminosa, è in programma un presidio simbolico per dire no al testo sull’affido condiviso dei figli e il loro mantenimento, organizzato dalle Democratiche della provincia dell’Aquila, sempre attive sul tema dei diritti civili.
«Un decreto», interviene la deputata Dem Stefania Pezzopane, che parteciperà al presidio, «che riporta indietro di decenni sul tema dei diritti. I bambini e le donne devono vedere implementate le leggi a tutela e non assistere impotenti alla sottrazione di diritti civili; uno scippo intriso di barbarie a mezzo di un decreto di matrice preistorica. Impossibile accettare un decreto che fa retrocedere il Paese nel buio di anni lontanissimi. Diritti dei minori, delle donne e della mediazione familiare messi in discussione da un decreto patriarcale, intriso di violenza; un decreto nel quale si ritiene che i minori possano essere spostati ogni dodici giorni tra padre e madre; i figli considerati alla stregua di pacchi postali. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi delle cui esigenze non si tiene minimamente conto. Le necessità di equilibrio e stabilità dei minori vengono di fatto rinnegate da un decreto non solo sbagliato, ma pericoloso. Inaccettabile».
«La proposta del senatore leghista non incontra, in effetti, il favore di molti; troppo arretrati i contenuti di un decreto che appare medievale», aggiunge Gilda Panella, coordinatrice provinciale delle democratiche. «Un decreto che vuole ritornare a un conflitto tra donne e uomini. Un decreto che attacca le libertà conquistate con fatica dalle donne e che considera le violenze domestiche, la “normalità” da accettare e non un fenomeno orribile da estirpare. Questo decreto è uno schiaffo alla dignità di minori e donne. Un insulto alla civiltà e al buonsenso».
«Il presidio», afferma in conclusione Panella, «è aperto a tutte le persone che credono nella civiltà della Democrazia, nella cultura del rispetto per una convivenza civile, nei diritti delle donne e hanno a cuore la tutela e la serenità dei minori, le cui esigenze vengono calpestate da un decreto indegno».

