Affiora un’antica piazza a Santa Maria Paganica

26 Ottobre 2017

Squadra di archeologi al lavoro, ritrovate sepolture sotto la pavimentazione La coordinatrice Tuteri: forse esisteva un’altra fontana o canalizzazioni per le case

L’AQUILA. Mentre impazzano le polemiche sulla ristrutturazione in chiave moderna dell'edificio, da poco scoperto, al fianco di palazzo Ardinghelli, davanti alla chiesa di Santa Maria Paganica, sull’omonima piazza, ai piedi della storica residenza,da alcune settimane è a lavoro una squadra di archeologi. Diretta dalla Soprintendenza ai beni architettonici, culturali e ambientali dell’Aquila e del cratere, sta monitorando l’area durante i lavori di scavo per la realizzazione del tunnel dei sottoservizi. Lo scavo, coordinato da Rosanna Tuteri, ha portato alla luce le tracce di quello che doveva essere un diverso assetto della piazza, oltre a resti ossei, appartenenti con ogni probabilità alle sepolture che facevano riferimento al “campo” della chiesa, lo spazio utilizzato per far valere il cosiddetto ius sepeliendi, il diritto di sepoltura riservato a Santa Maria Paganica.
L’ANTICA PIAZZA. A suscitare l’attenzione degli archeologi sono state soprattutto due canalizzazioni, che sembrano non essere a servizio della fontana oggi visibile. «Le stiamo indagando per capire meglio quale fosse il vecchio assetto della piazza», spiega la Tuteri, «non si tratta di resti antichissimi, ma probabilmente legati alla città sei-settecentesca. L’ipotesi è che esistesse un’altra fontana al centro della piazza o che le canalizzazioni potessero essere state costruite per rifornire delle abitazioni». Il periodo di costruzione, in ogni caso, dovrebbe essere quello rinascimentale o l’età moderna, secondo Claudia Micari, archeologa a lavoro nella zona. «La loro pendenza non è verso il centro della piazza, ma verso palazzo Cappa», spiega, «vanno in discesa dunque. Devono essere state realizzate a seguito di lavori per regolarizzare la pendenza della piazza. Abbiamo trovato anche una grande buca, riempita di materiali, che tuttavia non possiamo ancora definire con esattezza. Tra la fine del Medioevo e l’Ottocento la piazza ha probabilmente subìto notevoli modifiche. Purtroppo, le indagini sono legate al cantiere per i sottoservizi, per cui non possiamo estendere le ricerche».
SEPOLTURE. Durante lo scavo sono venuti alla luce anche resti ossei appartenenti a sepolture. «Sono molto in superficie», spiega la Tuteri, «immediatamente al di sotto della pavimentazione della piazza. Probabilmente proprio durante la preparazione delle varie pavimentazioni che si sono susseguite, le sepolture sono state tagliate, distrutte e scomposte, tanto che in alcuni casi abbiamo trovato resti solo degli arti inferiori». In totale sono state trovate due sepolture riconoscibili e diverse ossa scomposte.
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