Affitti di locali municipali Stop ai canoni simbolici

L’AQUILA. Stop ad affitti quasi simbolici di locali comunali dove sono ospitate attività commerciali e bar in particolare.Con una delibera di giunta proposta dall’assessore al patrimonio e...
L’AQUILA. Stop ad affitti quasi simbolici di locali comunali dove sono ospitate attività commerciali e bar in particolare.
Con una delibera di giunta proposta dall’assessore al patrimonio e vicesindaco Raffaele Daniele si annuncia la revisione dei canoni.
«Il Comune dell’Aquila è proprietario di immobili concessi in gestione o locazione per lo svolgimento di attività commerciali di somministrazione bevande e alimenti», è scritto nella delibera, «per alcuni dei suddetti immobili risultano scaduti, oppure in scadenza, i contratti di locazione o concessione; per quanto sopra nelle suddette strutture, per le quali risulta scaduto il contratto di locazione e gestione, si configura un’occupazione extra-contrattuale; ritenuto di dover adeguare i canoni di locazione e gestione degli immobili di proprietà comunale destinati ad attività di somministrazione di bevande e alimenti anche nel caso di occupazione extra-contrattuale, si delibera di stabilire che la corresponsione dei canoni di locazione e gestione degli immobili di proprietà comunale destinati ad attività di somministrazione di bevande e alimenti dovrà avvenire anche nel caso di occupazione extra-contrattuale; per gli immobili concessi in locazione il canone dovrà essere adeguato al valore medio Omi attualmente in vigore al fine di valorizzare al meglio il patrimonio dell’ente; si dà atto che per quegli immobili concessi in gestione è già prevista annualmente dal contratto la rivalutazione Istat del canone; per gli immobili concessi in locazione il canone dovrà essere adeguato al valore medio Omi attualmente in vigore».
UNIONE INQUILINI. Intanto l’Unione inquilini comunica che «sono stati stipulati nuovi accordi territoriali per gli affitti abitativi a canone concordato e fiscalmente agevolati nel Comune dell’Aquila. I nuovi accordi sostituiscono i previgenti, risalenti al 2004. Nel complesso nelle zone a maggiore richiesta abitativa, con esclusione del centro storico, i canoni massimi per abitazioni di metratura superiore a 70 mq subiscono una riduzione tra il 15 ed il 30%. L’Unione inquilini ha poi richiesto al Comune di avviare la negoziazione dell’accordo integrativo da applicarsi al vasto patrimonio abitativo di proprietà dell’ente e nel quale individuare anche speciali condizioni migliorative per far fronte a esigenze di particolari categorie di conduttori. In difetto di accordo integrativo e di modifica della delibera consiliare 29 del 2015, in controtendenza rispetto al mercato privato, i canoni degli alloggi Case e Map per i conduttori con Isee superiore a 12mila euro lieviterebbero tra il 10 e il 20% e in particolare dal 9,7% di Sant'Antonio al 21,6% di Roio». (g.p.)
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