Affitti e riscaldamenti più cari: una stangata per gli universitari

L’Udu: «Una stanza quest’anno costa il 10% in più. Mentre le bollette di luce e gas sono alle stelle Studiare diventa cosa per ricchi. E L’Aquila smette di essere vantaggiosa e attrattiva per i fuori sede»
L’AQUILA. A settembre gli universitari troveranno l’amara sorpresa: anche studiare è diventato molto più caro. Spinti dall’inflazione, i rincari sugli affitti per i fuori sede affliggeranno tutta Italia e anche L’Aquila, dove gli annunci per gli alloggi mostrano una crescita del 10%. Qui, però, le temperature rigide dell’inverno peseranno ancora di più sulle bollette colpite dalla crisi energetica, provocando una tempesta perfetta nelle tasche degli studenti fuori sede.
L’allarme viene dall’Udu dell’Aquila, l’Unione degli universitari che qui – insieme all’associazione Mutua studentesca – gestisce anche servizi di supporto agli affitti, facendo incontrare domanda e offerta e aiutando i ragazzi nelle pratiche di firma e vidimazione dei contratti. Non si tratta quindi solo di rappresentanti degli studenti, ma di giovani che hanno in mano il polso della situazione.
«Studiare sta diventando sempre più una cosa per ricchi. E la città dell’Aquila, che ha sempre avuto prezzi vantaggiosi e case più moderne e anche per questo attirava gli studenti fuori sede, ora rischia di essere scelta da meno universitari. Ne pagherebbe le conseguenze l’Università con meno iscritti, e l’intera città. Anche perché nel frattempo qui si vive pure l’incertezza sul futuro della Casa dello studente (vedi articolo in basso, ndr), che sta provocando un danno fortissimo a tutti: studenti, ateneo e città». Parola di Matteo Paoletti, coordinatore dell’Udu aquilano, che lancia il suo appello alle istituzioni affinché si prevedano rimborsi per gli studenti e si accelerino le pratiche per le borse di studio.
I RINCARI NEGLI AFFITTI
Secondo quanto emerge dai contratti vidimati dall’Udu, nell’anno 2021/2022 affittare una stanza singola all’Aquila costava mediamente 200 euro al mese. «In alcune zone della città, come in centro e a Pettino, ma anche nei quartieri più moderni di Coppito, la cifra era leggermente superiore alla media e alla soglia delle 200 euro. In altre invece era leggermente inferiore, come nell’area di viale della Croce Rossa e di via Strinella e a Torrione, ma anche nelle case meno moderne di Coppito», spiega Paoletti, continuando: «Quest’anno, invece, tra gli annunci stiamo vedendo cifre più alte e la media sembra essere intorno ai 220 euro, quindi con una crescita del 10%. Ma si tratta di impressioni preliminari: i contratti si cominceranno a firmare nelle prossime settimane, tra fine agosto e inizio settembre».
BOLLETTE ALLE STELLE
«Ma se 20 euro al mese in più non sembrano una cifra esagerata all’apparenza, la vera preoccupazione per gli studenti è l’aumento delle bollette», continua Paoletti, «già nei mesi scorsi pagare gas e luce è diventato come pagare un secondo affitto, ora tutto ci dice che nei prossimi mesi la situazione peggiorerà. Questo è un problema che si amplifica all’Aquila, dove in inverno le temperature sono estremamente rigide. La stangata colpirà particolarmente chi vive in alloggi non modernissimi e chi ha riscaldamenti condominiali centralizzati. Il rischio è che in inverno gli universitari se ne vadano dall’Aquila, spopolandola completamente per risparmiare sulle bollette.
L’APPELLO
Ancora il presidente dell’Udu: «Le istituzioni a tutti i livelli devono prevedere rimborsi per gli studenti, che sono una fascia particolarmente a rischio economico. Sottolineo, per rafforzare l’appello, che con la no tax area e con la didattica a distanza gli iscritti sono aumentati». Poi ancora: «La Regione deve invece risolvere l’annoso problema delle borse di studio: a dicembre riceve le somme solo una parte degli idonei, mentre gli altri, quando va bene, a maggio o a giugno dell’anno dopo. In una situazione drammatica come questa, ritardi del genere sono ancora più inaccettabili. Come pagherebbero affitti e bollette i fuori sede?».
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