Affresco trovato a Norcia: ipotesi sull’autore aquilano

14 Luglio 2020

L’AQUILA. Potrebbe appartenere a una mano aquilana, forse quella di Saturnino Gatti o di un componente della sua scuola, l’affresco rinvenuto tra le macerie della basilica di San Benedetto a Norcia....

L’AQUILA. Potrebbe appartenere a una mano aquilana, forse quella di Saturnino Gatti o di un componente della sua scuola, l’affresco rinvenuto tra le macerie della basilica di San Benedetto a Norcia. Ad avanzare l’ipotesi diversi esperti. Cauta, ma possibilista, Lucia Arbace, dirigente del Ministero beni culturali in Abruzzo dal 2009, appena andata in pensione, e autrice di monografie di artisti del Rinascimento, da Antonello da Messina (1992) a Saturnino Gatti (2012). L’affresco rinvenuto a Norcia raffigura la Vergine con Bambino, San Benedetto e un altro Santo. «Si tratta di un’opera che documenta una fase, quella rinascimentale, che nella basilica di San Benedetto a Norcia era stata totalmente occultata dalle decorazioni risalenti alla fase della ricostruzione successive al sisma del 1703», spiega Arbace. «La Valnerina ha condiviso con L’Aquila non solo il dramma del sisma, ma anche una fioritura artistica che si deve ad artisti itineranti molto contesi dalla committenza. Nel ’400 a Norcia hanno lavorato Andrea Delitio e Saturnino Gatti, e frequenti sono stati gli scambi a livello di modelli iconografici, spesso condivisi anche tra gli scultori già nella fase gotica come attesta il maestro della Santa Caterina Gualino. Non mi sento di avanzare nomi. Gli affreschi emersi vanno esaminati da vicino appena sarà possibile accedere in sicurezza al cantiere, ma dal punto di vista stilistico una datazione coerente può circoscriversi tra il 1490 e il 1500». (m.c.)