Agguato in casa per la droga non pagata: ieri l’udienza
AVEZZANO. Una spedizione punitiva per recuperare i soldi di una dose non pagata. Con questa accusa sono finiti davanti al collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Daria Lombardi....
AVEZZANO. Una spedizione punitiva per recuperare i soldi di una dose non pagata. Con questa accusa sono finiti davanti al collegio del tribunale di Avezzano, presieduto dal giudice Daria Lombardi. Devono rispondere di estorsione aggravata.
Si tratta di A.M., 38 anni, di Pescina e G.I., 34 anni, di Celano che avrebbero picchiato a sangue un 27enne celanese. I fatti risalgono a un pomeriggio dell'ottobre 2014, quando il giovane di Celano, solo in casa, sentì bussare violentemente alla porta. Dopo aver aperto, due uomini fecero irruzione nell'abitazione picchiando con calci e pugni. Avrebbero chiesto il pagamento di una somma di 60 euro per un presunto debito legato all'acquisto di una dose di droga non pagata. Gli aggressori, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbero preso la vittima per i capelli, facendole sbattere ripetutamente la testa contro un muro dell'abitazione e avrebbero cercato di portare via la PlayStation. Gli aggressori sarebbero andati via perché disturbati dall'arrivo di un bambino magrebino di 10 anni che, incuriosito dai rumori e approfittando della porta rimasta aperta, si sarebbe avvicinato per vedere cosa stesse succedendo. Più tardi la madre del giovane aggredito, tornata a casa, si era trovata davanti al figlio sanguinante a terra, portandolo all'ospedale di Pescina dove sono stati riscontrati un trauma cranico e un trauma toracico.
All'udienza di ieri il pubblico ministero, Luigi Sgambati, e i difensori dei due giovani, gli avvocati Domenico Quadrato e Mario Del Pretaro, hanno formulato le richieste istruttorie e il giovane aggredito, difeso dall’avvocato Antonio Carlini, si è costituito parte civile. Il processo è stato rinviato al 15 febbraio per ascoltare le dichiarazioni del 27enne. (p.g.)

