Agricoltura, dopo Covid un calo del 50 per cento

L’AQUILA. Un calo del 50 per cento del settore agricolo. È questo il dato più significativo del dopo Covid registrato nell’evento “Fai Bella l’Italia”, organizzato dalla Fai, Federazione...
L’AQUILA. Un calo del 50 per cento del settore agricolo. È questo il dato più significativo del dopo Covid registrato nell’evento “Fai Bella l’Italia”, organizzato dalla Fai, Federazione agroalimentare e ambientale della Cisl, insieme alla Fondazione Fai Cisl Studi e Ricerche. Punto di partenza per le riflessioni, dedicate quest’anno al tema della ripartenza, il Manifesto di Assisi, sottoscritto dalla stessa Fai Cisl.
Ad aprire la mattinata, sono stati i saluti di Franco Pescara, segretario generale della Fai Cisl Abruzzo Molise, e Leo Malandra, segretario generale della Cisl Abruzzo Molise, che hanno tracciato un quadro sulle criticità ed eccellenze dell’agroalimentare abruzzese e sulle difficoltà della fase post-Covid. Nell’agricoltura regionale si è passati da 28 mila lavoratori del primo trimestre 2008 ai 13 mila del primo trimestre 2020, con un -44% rispetto al 2019 e -52% rispetto al 2008. Nella grande industria agroalimentare, invece, che rappresenta il 16,9% dell’industria manifatturiera abruzzese, si è avuto un incremento di fatturato e di export, ma purtroppo nelle 2.302 aziende del settore, con oltre 10 mila addetti, è forte il fenomeno della frammentazione con oltre il 95% di aziende piccole, soprattutto a conduzione familiare.
A portare i saluti anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che tra le altre cose ha ricordato le criticità della strategia per le aree interne e ha sottolineato i contenuti principali della Carta dell’Aquila.
Mauro Febo, Assessore regionale alle Attività produttive, ha invitato a lavorare uniti per superare le tante difficoltà del momento, legati a una ripartenza del turismo non ancora realizzata.
«La nostra classe dirigente», ha detto nella sua relazione il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, «è seduta già su un tesoro, su potenzialità inespresse, ma spesso non se ne accorge. Preferisce ad esempio parlare di Protezione civile ogniqualvolta ci sia un evento calamitoso o legato al dissesto idrogeologico, ma non è quella la prevenzione. La prevenzione la fanno i lavoratori della bonifica, gli operai agricoli, e gli operai idraulico forestali, tra l’altro privati del proprio contratto nazionale da ben 8 anni».
in collegamento video anche il ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellanova, che ha sottolineato come il governo non lascerà solo il settore, garantendo il massimo impegno.
Tra i relatori anche il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, che ha rilanciato l’idea che «gli obiettivi del sindacato non si contrappongono all'azione dell'impresa, anzi», e Ermete Realacci, presidente di Symbola, tra i promotori come Coldiretti del Manifesto di Assisi, il quale ha ricordato come «i borghi sono riconosciuti come luoghi che contengono il Dna dell’umanità».

