Aielli va alla Zecca: il nodo del contratto e della successione

23 Settembre 2014

Nomina ufficiale, poltrona vuota all’ufficio di via Avezzano. Il manager incontra Cialente, Lolli tifa Pezzopane al governo

L’AQUILA. Paolo Aielli, l’uomo Finmeccanica nominato a ottobre del 2012 a capo dell’Ufficio speciale per la ricostruzione e ora in procinto di traslocare, nel ruolo di amministratore delegato, all’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, continua a non voler rilasciare dichiarazioni. Ieri mattina il suo ufficio era vuoto. «Il direttore è impegnato altrove», le uniche parole strappate ad alcuni dipendenti. Bocche cucite, in attesa di capire, cosa accadrà nei prossimi giorni. Un impegno altrove, o meglio a Roma dove ieri il consiglio di amministrazione dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, scelto venerdì scorso dall’assemblea degli azionisti, ha ufficializzato la sua nomina ad amministratore delegato.

Aielli, raggiunto al telefono, proprio mentre era in corso la riunione del cda, ha liquidato la questione nuovamente con un «non ho nulla da dire. Aspetto di parlare con il sindaco per poter concordare le cose da dichiarare». Telefonata chiusa. Nessuna parola sul prestigioso incarico che lo attende a Roma. Nessun commento sul rapporto conflittuale con il Comune, ultimamente diventato a dir poco insostenibile, e neppure sui tempi per l’assunzione del nuovo incarico.

Un punto, quest’ultimo, che necessariamente dovrà essere discusso con il sindaco Massimo Cialente, tanto più che il contratto a suo tempo stipulato, fa obbligo al titolare dell’Ufficio speciale – in caso di dimissioni anticipate – di dare un preavviso di almeno 60 giorni al Comune. Questioni burocratiche che Aielli certamente punterà a risolvere nel più breve tempo possibile. Lo stesso Cialente, rientrato ieri a tarda sera da un breve viaggio in Germania, ha detto di voler incontrare al più presto Aielli. «Sono contento per lui, così come per Giovanni Legnini», ha commentato il primo cittadino.

«Ma credo che ora sia necessario fare il punto sulla situazione. Aielli e Legnini andranno a ricoprire altri incarichi e la nomina di Aldo Mancurti alla Struttura tecnica di missione ha bisogno ancora di essere perfezionata. Per me, ora qui è come l’8 settembre. Ho già chiesto un incontro al governo perché c’è la necessità di rimettere a posto una squadra. La situazione è complicata e ciò di cui non abbiamo bisogno sono gli “innesti alla Trigilia” con gente che non sa nulla dell’Aquila. Abbiamo bisogno di un sottosegretario che conosca i problemi e di un governo che sia interlocutore del Comune dell’Aquila». Sin qui Cialente che negli ultimi mesi ha avuto scontri anche pesantissimi con Aielli e l’Usra, soprattutto per «l’ostinazione a voler gestire la ricostruzione senza attenersi agli indirizzi dettati dal Comune».

«L’uscita di scena di Aielli rappresenta una perdita», ha dichiarato il vicepresidente della giunta regionale Giovanni Lolli. «È una persona valida che in questi anni ho imparato a conoscere. Ma ora il problema è cercare di capire come andare avanti, considerato che anche Legnini dovrà essere sostituito. Dobbiamo trovare il modo per non uscire indeboliti da questi avvicendamenti. Il problema ora è blindare Mancurti, la cui nomina non è ancora formalizzata poiché legata a una procedura complessa, e avere un sottosegretario che conosce L’Aquila. In quel posto io vedo solo Stefania Pezzopane. E poi, la sostituzione di Aielli. La procedura non è semplice e dunque bisognerà ricorrere a una soluzione ponte».

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