«Aiutatemi ad avere la moschea»: giovane lancia una raccolta fondi

24 Aprile 2021

Servono altri 120mila euro per l’acquisto di un capannone nel Fucino da adibire a luogo di preghiera Il popolo del web si è diviso. Il consigliere comunale Iacutone: «È un bel messaggio di apertura»  

CELANO. Mancano ancora 120mila euro per poter acquistare un capannone in cui allestire una nuova e più grande moschea, e lui da adolescente che predilige la comunicazione sui social network decide di lanciare un appello su Facebook per chiedere ai cittadini, musulmani e non, di sostenere la raccolta fondi. Un appello che ha spaccato l’opinione pubblica celanese tra fautori e contrari. «Ciao Celano», scrive il giovane Nabil Samij, «sono un ragazzo che ha studiato ed è nato praticamente qui, visto che sono già 15 anni che ci sono e mi posso definire un celanese. Comunque vado al punto, come pochi di voi sanno a Celano c’è un piccola moschea che non basta per tutti, il paese fa circa 11mila abitanti e ci sono tanti stranieri. Questo mese è molto importante per noi», prosegue il ragazzo di fede musulmana, «ci stiamo impegnando veramente tanto per raggiungere la cifra di 180 mila euro per questo capannone (in cui allestire la nuova moschea, ndc) e siamo riusciti a raccogliere finora 60 mila. Il problema è che il signore con cui ci siamo accordati ci ha dato tempo fino a novembre: continueremo a raccogliere il possibile, ma abbiamo paura di non raggiungere la cifra data entro il tempo. Siamo anche noi celanesi e se volete darci una mano ne saremo tutti veramente grati. Grazie mille, Nabil».
Il post pubblicato sul gruppo Facebook “Non sei di Celano se…” ha ottenuto una miriade di reazioni tra like, commenti e condivisioni animando, inevitabilmente, un’accesa discussione virtuale tra il popolo del web. E tra i commenti c’è chi, come Simonka Simonka, scrive: «Se qualcuno vuole pregare è libero di farlo dove gli pare! Io da polacca cristiana prego a casa mia».
«Noi celanesi cresciuti all’estero», aggiunge Ivana Fidanza, «ci siamo adatti ai loro usi e costumi». Ma se qualcuno da una parte è apparso infastidito dalla richiesta del ragazzo, dall’altra c’è chi, la stragrande maggioranza, ha preso le sue difese. «Nabil sta solo chiedendo un aiuto a chi vuole aiutare, non commenti o opinioni», scrive Dino Iacutone, consigliere comunale. «La richiesta di aiuto in questo post mi sembra un bel messaggio di apertura, nessuno ci toglierà le nostre chiese, ma loro avranno un posto dignitoso in cui pregare», gli fa eco Virginia Montagliani, «ci siamo spesso lamentati della loro diffidenza (dai messaggi letti ora mi è chiaro anche il perché), del loro restare una comunità a parte all'interno della nostra, questo è un messaggio di integrazione. In Canada esistono club di celanesi e si fanno feste celanesi, ma sembra che sia dovuto forse perché pensiamo di appartenere ad una cultura superiore? Forse sono pensieri un po’ anacronistici e inopportuni. Ben venga l’integrazione». Lo stesso giovane musulmano non si è sottratto al confronto e a chi ha provato a paragonare la libertà di culto tra Italia e Marocco ha risposto: «Ricordo che papa Francesco quando è venuto in Marocco e ha fatto una specie di messa due anni fa è stato accolto con tutto il rispetto e se vuoi parlane con gente italiana che è andata in Marocco». Il coraggio di Nabil è stato sicuramente apprezzato dai più, tanto che in molti hanno deciso di sostenere la causa chiedendo a chi rivolgersi per poter effettuare la propria donazione a sostegno dell’acquisto del capannone in cui trasferire la moschea di Celano oramai diventata stretta ai fedeli di culto islamico che vivono in città. Ce la faranno Nabil e la comunità islamica di Celano a raccogliere i 120mila euro mancanti?