Aiuti ai migranti, bloccati oltre duecentomila euro

1 Settembre 2021

Sospesa l’erogazione del reddito di emergenza agli ospiti dei centri d’accoglienza «Sostegni statali non cumulabili». Via al recupero di 130mila euro assegnati

L’AQUILA. Percepivano o avevano richiesto il reddito di emergenza pur essendo ospiti dei centri di accoglienza straordinaria, i cosiddetti Cas. Le due forme di assistenza statale, però, non sono cumulabili e così è scattata l’operazione della Guardia di finanza per il recupero delle somme non dovute. Le Fiamme gialle della compagnia dell’Aquila hanno dunque bloccato l’erogazione di 220mila euro destinati appunto al sostegno economico di cittadini in difficoltà per la crisi determinata dalla pandemia.
Sono stati proprio i finanzieri, nel corso una complessa attività relativa alla spesa pubblica, ad accorgersi dell’anomalia. È emerso, infatti, che gli ospiti del centri di accoglienza percepivano anche il contributo messo a disposizione per far fronte alle criticità economiche connesse alla diffusione del Covid-19 e alle restrizioni che la necessità di contenere i contagi ha comportato.
Accertato, quindi, che la normativa non consente l’erogazione del reddito di emergenza a chi riceve già altra forma di assistenza da parte dello Stato, come nel caso di migranti accolti nei Cas, la Guardia di finanza ha attivato l’operazione di recupero delle somme già assegnate e del blocco di ulteriori erogazioni. La segnalazione partita dalle fiamme gialle ha trovato riscontro da parte del magistrato della Corte dei conti delegato al controllo all’Inps. L’istituto, che materialmente eroga i contributi, con una circolare indirizzata a tutte le direzioni territoriali ha infatti chiarito che l’aiuto non è dovuto agli ospiti dei centri di accoglienza. Acquisito questo ulteriore elemento, i finanzieri sono riusciti, ricorrendo all’incrocio dei dati e all’uso di strumenti tecnologici, a individuare circa 250 percettori o richiedenti il reddito di emergenza in permanenza nei Cas. In particolare sono state segnalate all’Inps le situazioni relative a 126 istanze già liquidate, con il relativo sollecito alla revoca del beneficio e il recupero di circa 130mila euro, a cui si aggiungono 125 domande presentate e per le quali è stata attiva la procedura di annullamento, evitando così l’erogazione di circa 222mila euro. È la stessa Guardia di finanza a sottolineare il risultato raggiunto grazie alla collaborazione con la Corte dei conti, testimoniando così l’impegno del corpo contro lo sperpero di risorse pubbliche e per il corretto utilizzo di queste ultime. (g.d.m.)
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