Aiuti all’Ucraina, altre raccolte di viveri

E a Sulmona giovedì in cattedrale ci sarà un momento di preghiera per la pace con il vescovo Fusco
SULMONA. Aiuti al popolo ucraino: l’Abruzzo non si ferma. Enti, associazioni, volontari e cittadini si stanno dando da fare in queste ore per raccogliere beni di prima necessità, impacchettarli e prepararli per farli arrivare alle mamme, ai papà e ai bambini ancora bloccati in Ucraina sotto le bombe. L’amministrazione comunale di Pratola Peligna, dopo una giornata di raccolta, ha deciso di organizzare un nuovo appuntamento che si terrà in settimana. «Ringraziamo i cittadini che hanno partecipato venerdì pomeriggio all’iniziativa di sostegno al popolo ucraino con la donazione di beni, soprattutto medicinali, raccolti nella postazione allestita dal gruppo comunale di protezione civile nei locali dell’ex scuola media di via Colella», hanno spiegato gli amministratori guidati dal sindaco, Antonella Di Nino. «La settimana prossima sarà resa nota la data della nuova iniziativa di aiuto e solidarietà, in sinergia con l’amministrazione comunale di Secinaro, con l'indicazione dei beni di prima necessità da raccogliere». È in programma per giovedì alle 19 nella cattedrale di Sulmona un momento di preghiera per la pace presieduto dal vescovo della diocesi di Sulmona-Valva, Michele Fusco. Da domani, invece, sarà aperto il centro di raccolta di beni in collaborazione tra l’amministrazione comunale di Sulmona, la protezione civile comunale, l’Associazione nazionale alpini e la Caritas. Saranno allestiti due diversi centri di raccolta, uno nei locali della protezione civile il località Valletta e uno nell’ex caserma Battisti. Domani, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18, sarà possibile portare beni primari che la comunità Ucraina presente in città, in contatto con i propri connazionali, segnalerà puntualmente. La lista dei prodotti richiesti verrà aggiornata quotidianamente e pubblicata sul sito del Comune di Sulmona e sulla pagina Facebook dell’Ente. Grazie poi alla collaborazione con la Regione, i beni raccolti di volta in volta saranno consegnati dagli addetti al centro di raccolta messo a disposizione dalla Regione per poi essere spediti direttamente in Ucraina e nei paesi confinanti dove si sono rifugiati i profughi. (e.b.)
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