Aiuti di Stato, smascherati 177 furbetti

Avevano dichiarato il falso nella domanda: 76 sono stranieri. A uno dei denunciati il tribunale sequestra la carta acquisti
L’AQUILA. Smascherati 177 furbetti del Reddito di cittadinanza tra l’Aquilano, la Marsica e la Valle Peligna. Complessivamente avevano percepito in maniera indebita oltre un milione e mezzo di euro. I falsi beneficiari della misura di sostegno, voluta dal Movimento 5 stelle e introdotta dal governo gialloverde nel marzo del 2019, sono stati scoperti e denunciati dalle fiamme gialle dell’Aquila che hanno anche recuperato le somme indebitamente riscosse. Nei guai sono finite 177 persone, di queste 76 sono straniere.
LE INDAGINI
In collaborazione con l’Istituto nazionale di previdenza sociale (Inps), la guardia di finanza dell’Aquila ha passato al setaccio tutti i percettori del Reddito di cittadinanza presenti nel capoluogo, nella Marsica e nella Valle Peligna verificandone le posizioni. Grazie all’incrocio dei dati, reso possibile da moderni strumenti investigativi e da un approfondimento delle banche della finanza e delle informazioni messe a disposizione dall’Inps sulla base dell’intesa stipulata con il Corpo a livello centrale, i finanzieri sono riusciti a individuare irregolarità nei confronti di 177 persone beneficiarie della misura di sostegno. In particolare gli investigatori hanno accertato che nel momento di presentazione della domanda i 177 furbetti avevano sottoscritto false dichiarazioni pur di rientrare nei requisiti previsti per incassare l’aiuto economico dello Stato.
Tra i denunciati sono stati individuati 76 stranieri, sia nel capoluogo che nella provincia, i quali hanno richiesto e ottenuto il contributo attestando, falsamente anche loro, di essere cittadini residenti nel territorio italiano da almeno 10 anni.
SEQUESTRO CARTA RDC
In un caso specifico, al fine di evitare il conseguimento di ulteriori provvidenze pubbliche non dovute, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, ha disposto il sequestro preventivo della carta Reddito di cittadinanza intestata all’indagato, nonché il sequestro preventivo finalizzato alla confisca – fino alla concorrenza delle somme di denaro rinvenibili – dei conti bancari e postali riconducibili al furbetto.
LE SOMME RECUPERATE
L’attività investigativa ha, complessivamente, permesso di accertare oltre un milione e mezzo di euro di indebite percezioni. Attraverso l’immediata segnalazione agli uffici giudiziari e alle sedi Inps competenti per territorio, ai 177 furbetti sono stati inflitte sanzioni amministrative. Inoltre si sono visti revocare e decadenza il beneficio economico con il conseguente recupero delle somme già indebitamente percepite. Non si tratta della prima operazione condotta dalle Fiamme gialle volta a d accertare irregolarità nella percezione del reddito di cittadinanza. Da quando è scattata la misura, infatti, la guardia di finanza è quotidianamente impegnata a contrastare qualsiasi tentativo di indebita percezione affinché le risorse economiche messe a disposizione dallo Stato siano destinate a chi ne ha effettivamente diritto. Il Reddito di cittadinanza era stato introdotto come misura di contrasto alla povertà e di sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale. Se nel nucleo familiare sono presenti persone di età inferiore a 67 anni in condizione di disabilità o non autosufficienza, assume la denominazione di Pensione di cittadinanza.
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