Al Progetto Case tra auto bruciate sporcizia e degrado

Coppito 2: abbandono e atti vandalici negli alloggi antisismici Gli edifici costati oltre 800 milioni di euro vanno in rovina
L’AQUILA. Abbandono. Degrado, atti vandalici. È questo quello che vede chi capita, più o meno per caso, nella zona dove nel post-sisma 2009 sono state realizzate le piastre del Piano Case Coppito 2. Decine e decine di alloggi che per cause varie, fra cui la questione dei balconi pericolanti, sono stati abbandonati. Tanti soldi spesi all’epoca e oggi uno spettacolo poco edificante. Il professor Gianfranco Giustizieri (uno dei massimi studiosi di Laudomia Bonanni) ha inviato al Centro le foto che vedete pubblicate e scattate durante una “passeggiata”. «Non c’è bisogno di parole», dice Giustizieri. «C’è di tutto: una macchina bruciata, depositi di sporcizia, materassi nei campi, vetri infranti, ingressi devastati e non oso immaginare quello che c’è dentro gli alloggi non più utilizzati. Per non parlare delle decine e decine di mascherine sparse ovunque». Nei mesi successivi al terremoto del 6 aprile 2009 quelle case rappresentarono un’àncora di salvezza per tutti coloro che avevano perso la casa. Oggi sono da una parte segno di lavori non proprio perfetti e dall’altro di un’inciviltà che pare non avere limiti. «Mi chiedo», continua Giustizieri, «che senso ha prendere dei materassi e buttarli per strada, o ammonticchiare pneumatici come se i garage del Piano Case fossero delle discariche, oppure spargere cartacce e persino escrementi».
I COSTI. Il Progetto Case è costato 814 milioni di euro. Gli edifici (su 19 piastre sparse in tutto il territorio comunale dell’Aquila) sono complessivamente 189 per un totale di 4.449 alloggi, capaci di ospitare fino a 15.000 persone. Oltre 7.000 gli isolatori sismici usati per l’intero progetto e che oggi sono “spettatori” di un progressivo degrado. Il Fondo di solidarietà dell’Unione Europea, stanziato l’8 ottobre 2009, ha contribuito con una sovvenzione di quasi 494 milioni di euro. Di questi, circa 443 milioni sono stati utilizzati per la realizzazione di moduli abitativi. In particolare, 350 milioni sono stati destinati al Progetto Case. Oggi gran parte di quel patrimonio sta andando in rovina. E da tempo si è in attesa di decisioni formali e soprattutto “complessive” per stabilire che fare delle migliaia di alloggi già in parte al macero e che nel giro di qualche anno potrebbero essere quasi del tutto inutilizzabili.
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