«Al semaforo 13mila multe da annullare»

14 Maggio 2019

L’opposizione in consiglio invoca un provvedimento per tutelare gli automobilisti che hanno superato la striscia bianca

AVEZZANO. Ci sono oltre 13mila sanzioni del T-red da annullare per i consiglieri di minoranza (numero che non tiene conto di eventuali passaggi col semaforo rosso): «Sono illegittime». Lo spegnimento del dispositivo deciso dal sindaco Gabriele De Angelis – a partire dalla notte scorsa – non basta per archiviare la vicenda del semaforo da incubo in via XX Settembre. Per Gianni Di Pangrazio, Roberto Verdecchia, Mario Babbo, Gianfranco Gallese, Domenico Di Berardino, Francesco Eligi e Cristian Carpineta la strada maestra per chiudere la partita, che ha valicato i confini della Marsica con un «danno d’immagine per la città», passa attraverso un atto di indirizzo del consiglio comunale che impegna l’amministrazione a fare marcia indietro.
«SI FA CASSA». «Qui, invece della prevenzione», hanno sottolineato Di Pangrazio, Verdecchia, Babbo, Gallese, Di Berardino, Carpineta ed Eligi, seppur con sfumature diverse, «il principio applicato, vista la previsione di oltre due milioni di euro messa in bilancio a dicembre, va nella direzione di fare cassa, colpisce duramente i cittadini e danneggia l’immagine della nostra città. A quell’incrocio non si sono mai registrati incidenti gravi, forse dietro alla storia del T-red c’è qualcos’altro. Il sindaco che parla di rieducazione dei cittadini, fa pensare a Pol Pot, il dittatore della Cambogia. Poteva dire semplicemente: ho sbagliato e invertire la rotta». La minoranza ha battuto un po’ su tutti i tasti, compreso l’affidamento del servizio di recapito a una società esterna al territorio, con sede a San Marino.
PRONTA LA MOZIONE. L’obiettivo dell’opposizione è quello di impegnare la giunta a far fare marcia indietro agli uffici attraverso l’annullamento degli atti «amministrativi illegittimi, emessi fino al 3 aprile 2019», oppure provvedere alla revoca «in autotutela, che costituisce il corrispettivo dell’annullamento d’ufficio, con la differenza che opera con riferimento ad atti inopportuni, lasciando esistenti le sole sanzioni per il passaggio col semaforo rosso».
PAROLA ALL’ESPERTO. Vista la complessità della questione, alla base della mozione presentata dalla minoranza è allegata una consulenza tecnica dell’ingegner Alghero Vincenti, esperto del settore e consulente per numerosi tribunali in Italia, che ha messo nero su bianco le tante “criticità” del sistema di rilevazione delle infrazioni semaforiche, a partire dalla «modifica della segnaletica orizzontale. Non risulta a norma», ha sostenuto Vincenti, «in quanto non eseguita a regola d’arte. In particolare le linee longitudinali e trasversali non sono state adeguatamente cancellate. La loro semplice decolorazione può facilmente trarre in inganno gli utenti della strada in merito alla corretta posizione sulla sede stradale dove arrestare la marcia del proprio veicolo». Sempre sulla segnaletica, lo specialista ha sottolineato che con l’arretramento della segnaletica a terra il tempo per superare l’area dell’incrocio rispettando i limiti di velocità ammonta a 4 secondi: lo stesso che passa tra il passaggio dal verde al rosso. Quindi è molto alto il rischio di incappare nella multa per chi si trova a pochi metri dal semaforo quando scatta il giallo. Non manca un riferimento alle difficoltà di attraversamento dei pedoni e all’informazione non ottimale.
MANCATA PREVENZIONE. Per Vincenti, quindi, gli elementi rilevati consentono di affermare come «l’elevata percentuale di violazioni riscontrate è un’implicita dimostrazione che la regolamentazione dell’incrocio, non opportunamente divulgata da campagna preventiva, segue una politica economica piuttosto che il fondamento dettato dal principio informatore del codice della strada a tutela della salvaguardia della sicurezza».
L’ASSOCIAZIONE. Al tavolo della minoranza c’era anche l’associazione Iceberg che opera per assistere i cittadini. La presidente Sabrina Nanni, oltre a fornire qualche indicazione sul tipo di assistenza, ha aggiunto un suggerimento all’amministrazione De Angelis: «Le telecamere per la sicurezza andrebbero installate in zone a rischio della città».
RICORSI. Cresce il numero dei ricorsi al giudice di pace e al prefetto dell’Aquila mirati a ottenere l’annullamento delle multe.
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