Al via i lavori del nuovo centro commerciale

20 Agosto 2017

Su un’area di 76 mila metri quadrati la Cosmo darà lavoro a 100 persone Protesta Donatelli (Confcommercio): ennesimo danno alle piccole imprese

AVEZZANO. Al via i lavori per il nuovo centro commerciale Cosmo.
Il progetto, partito nel 2012, si sta concretizzando in questi giorni, con i primi interventi nell’area alle porte della città. La struttura di 76mila metri quadrati, con un’area complessiva di 19.300 metri quadrati, è stata ferma per diversi anni fino a quando la procedura non si è sbloccata e sono ripartiti da qualche tempo i lavori per la realizzazione.
Non ci sarà una grande struttura centrale, ma ben quattro diversi edifici collegati tra loro da strade interne e parcheggi. La Cosmo, che ha in Abruzzo diverse attività commerciali, ha investito ad Avezzano 30 milioni di euro, che serviranno per la realizzazione non solo del centro, ma anche di una rotatoria, rete idrica e fognaria, parcheggi e strade. Cento, fino ad ora, i posti di lavoro stimati per tutto il progetto, che dovrebbe essere pronto entro il 2018. Le polemiche da parte del mondo del commercio, però, non sono mancate.
«Partecipammo come Confcommercio alla conferenza dei servizi per esaminare il progetto che poi la Regione bocciò», ha commentato Roberto Donatelli, presidente di Confcommercio. «Il primo disegno era quello di realizzare un grande centro commerciale, ma poi è stato cambiato e si è optato per quattro diverse strutture. La legge 11 prevede la possibilità di cambiare rotta e la società ovviamente l’ha fatto. Sicuramente questo centro rappresenta l’ennesimo danno per le piccole imprese che si trovano ancora nei centri storici, ad Avezzano come nel resto della Marsica. La grande distribuzione contrasta con l’idea di commercio che abbiamo noi, ma saremo vigili e attenti affinché tutto venga fatto in modo corretto. Vanno rispettate delle regole, come media e grande distribuzione, e noi monitoreremo il tutto, come già accaduto in passato».
Nei giorni scorsi sono arrivate anche delle proteste da parte di Sergio Rozzi, del centro natura Marsica, associazione Il Salviano, sull’utilità di un nuovo complesso commerciale in un’area ricca di reperti storico-archeologici.
«Dagli scavi e dai saggi che si stanno eseguendo dall’alto si percepisce che qualcosa di importante sia stato rilevato», ha precisato Rozzi. «Ora, mi chiedo se non sia il caso di fermarsi un momento e verificare se si tratta di isolati punti o se, invece, di una vera e propria area archeologica con strada di collegamento ad Alba Fucens, vista la direzione dei ritrovamenti. L’area dovrebbe essere vincolata dalla fascia di rispetto del Piano d’azione nazionale, che è sovraordinato al Piano regolatore, o questo si vuole far valere solo sull’impianto a biomasse? Sempre di corretto uso del suolo e gestione delle risorse naturali si tratta», conclude Rozzi, «oltre che di inquinamento».
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