Al via nuovi controlli sulla vulnerabilità degli edifici scolastici

26 Gennaio 2017

Ieri affollata manifestazione degli studenti del Cotugno Troppi giorni senza lezioni, slitta il primo quadrimestre

L’AQUILA. Nuovi controlli sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici e nuovi fondi per l’adeguamento delle strutture. È quello che chiederà questa mattina la Regione Abruzzo alla Reluis (Rete dei laboratori universitari di ingegneria sismica) e al Governo. La decisione è stata presa ieri sera durante un vertice molto teso a cui hanno partecipato i presidenti della Regione e della Provincia, il sindaco Massimo Cialente e i direttori degli uffici scolastici. Un vertice che si è ritenuto necessario a seguito della mobilitazione dell’istituto Cotugno (licei Classico, Linguistico, delle Scienze umane ed Economico) del capoluogo, i cui studenti hanno proclamato sciopero ad oltranza, in attesa di avere chiarezza sulla sicurezza della scuola che li ospita. Le lezioni al Cotugno sono ormai ferme da una settimana, dopo la diffusione di un dossier del 2013, ottenuto da alcune famiglie dei ragazzi che rivela un indice di vulnerabilità sismica della struttura più basso rispetto quello richiesto dalle norme vigenti: in alcune zone 0,27 su uno. Solo due corpi dell’istituto, l’aula magna e la palestra, risulterebbero adeguati, mentre cinque aule sono chiuse per lavori. Una situazione finora sconosciuta anche alla preside Fiorenza Papale che ha preoccupato le famiglie e gli studenti. «Il problema è che questo non è l’unico istituto con questi indici di vulnerabilità sismica» ha spiegato ieri sera il presidente della Provincia, Antonio De Laurentiis, al termine del vertice. «Gli stessi dati, o molto simili, li hanno praticamente tutte le scuole superiori della città dell’Aquila: il Bafile, l’Amedeo d’Aosta e l’Ipsiasar». Non diversi sono anche gli indici degli istituti delle altre città d’Abruzzo.

INTERVENTO DEL GOVERNO. «Il presidente della Regione si farà carico delle mie richieste e di quelle del sindaco Cialente affinché il Governo, anche alla luce di quello che è stato detto dalla Commissione grandi rischi sulla possibilità di un nuovo terremoto di magnitudo molto alta, si attivi per garantire alla Provincia dell’Aquila i fondi necessari per la messa in sicurezza degli edifici scolastici con procedure urgenti», continua De Crescentiis. «Da domani (oggi per chi legge), inoltre, la Protezione civile della Regione Abruzzo avvierà un contatto con Reluis per la verifica della vulnerabilità sismica delle scuole soprattutto aquilane, fin da subito».

SCUOLE APERTE. Intanto, secondo il presidente, le scuole devono restare aperte perché agibili. «Non sono a rischio crollo», spiega, «il Cotugno per esempio ha ricevuto importanti interventi nel 2009, per tre milioni. È necessario garantire sicurezza ai ragazzi, ma l’attività scolastica non si può interrompere». Le ultime verifiche ieri mattina e martedì infatti hanno confermato l’agibilità della struttura. Stesso esito delle analisi dei giorni scorsi per cui è stato necessario tenere chiusa la scuola 24 ore di più rispetto alle altre (lunedì) e di quelle effettuate a seguito degli eventi sismici del 24 agosto e del 30 ottobre. Proprio alla luce di questi risultati De Crescentiis, aveva stabilito per martedì la ripresa dell’attività didattica.

LA LETTERA. La preside martedì ha inviato una lettera al prefetto Giuseppe Linardi, al presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis e al sindaco, Massimo Cialente, chiedendo un intervento diretto, ulteriori verifiche, soluzioni temporanee e se necessario il trasferimento in un posto più sicuro. Lettera a cui nessuno ha risposto. Anche ieri la dirigente ha perciò ho deciso di sollecitare gli enti, senza però avere riscontri ancora una volta.

L’HASHTAG. Intanto gli studenti non hanno alcuna intenzione di tornare sui banchi se non in una situazione di massima sicurezza. Per questo sia martedì che ieri mattina hanno deciso di scioperare e di far correre la propria protesta on-line attraverso l’hashtag #sicuridamorire.

SLITTA IL QUADRIMESTRE. Per dare modo ai ragazzi di recuperare qualche giorno in vista della fine del primo quadrimestre ieri si è riunito un collegio docenti straordinario della scuola che ha stabilito di procrastinare la data che segna il termine del primo quadrimestre: non più a fine mese ma entro la prima settimana di febbraio.

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