Albergatori domani nell’aula del consiglio sul tema montagna

13 Febbraio 2020

Ada Fiordigigli: «Troppe restrizioni dal Parco Gran Sasso» Quaianni: «Il Comune deve preoccuparsi del settore in crisi»

L’AQUILA. Un appello supportato dai numeri. Gli albergatori domani saranno in aula per partecipare alla seduta straordinaria del consiglio comunale, convocata per discutere il nuovo regolamento del Parco e lo sviluppo del Gran Sasso. E non sarà una presenza silente.
Vogliono dire la loro e portare proposte concrete al Comune e al Parco Gran Sasso. E lo faranno partendo da un dato inconfutabile: una riduzione dell'80% per cento delle presenze turistiche, nell'ultimo anno, nelle strutture ricettive di Fonte Cerreto. Qui, gli alberghi aprono a singhiozzo. Il Fiordigigli, in questo periodo, lavora, solo nel weekend. Calo meno evidente negli alberghi della città, che comunque sono in sofferenza. «Il Parco sta precludendo lo sviluppo del Gran Sasso», afferma Ada Fiordigigli, titolare dell'omonimo hotel della Villetta, «e il Comune non si prende cura dello sviluppo di questa montagna. Dovrebbe farsi capofila, nel tavolo convocato dalla Regione, in quanto rappresenta la parte più consistente all'interno del perimetro del Parco. All'ultima riunione l'amministrazione aquilana non era neppure presente».
Gli albergatori ne fanno una questione di sopravvivenza: «Quella che si sta per chiudere è stata una delle peggiori stagioni degli ultimi anni», incalza Fiordigigli, «dal 2017 a oggi, per motivi vari, si è registrato un continuo calo delle presenze, che ha toccato quota 80%. Le strutture ricettive stanno soffrendo, nel mio caso abbiamo scelto di restare aperti solo nel fine settimana. È arrivato il momento di fare qualcosa per invertire questa tendenza». L'elenco delle richieste finirà, domani, in consiglio comunale: dal Parco Gran Sasso gli albergatori si aspettano un passo indietro su un regolamento «che impone troppi divieti e impedisce lo sviluppo. Chiediamo di rimuovere tutte le limitazioni imposte», prosegue Fiordigigli, «nessuno vuole colate di cemento, ma non si possono mandare in fallimento decine di attività». In cima alla lista delle proposte figurano l'innevamento programmato, per garantire la stagione sciistica a Campo Imperatore, e la realizzazione di nuovi impianti e servizi. «Il tema dello sviluppo del Gran Sasso non si limita ai soli albergatori che operano in zona», sottolinea Mara Quaianni, presidente provinciale Federalberghi, «ma investe tutti gli operatori della città, ristoratori, pubblici esercizi, negozianti e le attività che, in un modo o nell’altro, ruotano intorno al turismo. Va compreso un assunto: se gli albergatori lavorano, anche gli artigiani e i commercianti fanno cassa. Il settore turistico è ad ampio raggio, coinvolge tutto l’indotto, oltre ai circa cento dipendenti diretti».
Anche Federalberghi chiede massima attenzione al Comune e alle altre istituzioni che dovrebbero occuparsi di sviluppo e marketing territoriale. «La latenza è evidente», conclude Quiaianni, «con ripercussioni gravissime sugli albergatori come su tutto l’apparato economico e produttivo legato al turismo. Ma questo, all’Aquila, non sembra essere una priorità».
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