Alessio e Mattia, da Arischia a X Factor

22 Settembre 2019

Successo del duo aquilano alla trasmissione tv: «Abbiamo promesso alla Maionchi la nostra musica»

L’AQUILA. Le dita di Alessio scivolano sulla Telecaster scandendo il ritmo della voce di Mattia. “Bella”, la cover rap di Ernia proposta davanti alle telecamere di X Factor, su Sky tv, sembra rendere giustizia al loro talento e tutto sembra funzionare a servizio di questo duo, che si fa chiamare Tnl-The Neverending Lovers. Ma è proprio la scelta di proporre questo pezzo a dividere la giuria: Sfera Ebbasta è lapidario: «Un rapper dice le proprie cose, non canta quelle di altri»; Malika Ayane sembra non essere d'accordo e dice di apprezzare l'esibizione. Samuel scuote la testa. Arrivano comunque tre sì, ma quello di Mara Maionchi è tutt'altro che deciso. «Voi avete i pezzi vostri? Giuratemelo!». I due ragazzi non possono che annuire: del resto, la strada artistica che hanno percorso prima di arrivare al talent musicale più famoso è ricca di brani originali, collaborazioni, creazioni sperimentali capaci di mettere insieme più generi musicali. Alessio Valente e Mattia Taranta, rispettivamente di 28 e 23 anni, si conoscono sin da piccoli e vengono entrambi da Arischia. Eppure, poco o nulla avevano a che spartire dal punto di vista musicale, fino a qualche anno fa. «Quando inizi a suonare la chitarra», spiega Valente, «ascolti blues, rock, funky. Mai avrei pensato di ritrovarmi a suonare rap e hip hop». E invece, proprio una festa estiva ad Arischia ha spinto i due a collaborare per la prima volta, quattro anni fa.
«Mattia già portava in giro il suo primo pezzo e si faceva conoscere come Maka-Retz: spaccava», sottolinea il chitarrista, «così abbiamo iniziato a collaborare insieme». Un percorso ricco di contaminazioni dal soul alla musica mediterranea. I singoli “El viaje” e “Tnl”, usciti per l'etichetta americana Bentley Records, sono andati in rotazione su 280 radio in tutto il mondo. Nel 2017 è arrivato il disco “Proclamazione di autenticità”, per OndaDischi-BentleyRecords. Intorno a loro, una nutrita schiera di amici e collaboratori, più o meno fissi, tra i quali c’è il bassista e produttore Mario Ciancarella, arruolato, da un paio d’anni, dal bluesman Carvin Jones per i tour internazionali. «Da allora», riprende Valente, «abbiamo pubblicato altri tre singoli: “Tokyo”, “Miley” e “Mi favola”». Insomma, quanto basta per rispondere con cognizione di causa al giuramento imposto dalla Maionchi. «Ascoltiamo tanta musica», hanno detto entrambi più volte, «e questa varietà è stata riversata nel disco, un “crossover” di generi infinito: dal rap napoletano, alla musica nera, fino a toccare il flamenco». E ora c’è X Factor, con la sfida dei bootcamp. «I talent rappresentano per un musicista sempre un momento controverso», riconosce Valente, «dove gli strumenti devono lasciare spazio alla tv. Ma X Factor è un’occasione di visibilità a cui non si può rinunciare e il format rispetta la musica molto più di altri».
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