Alice alla scoperta della meravigliosa India

6 Marzo 2019

Il racconto della sua “Mobilità internazionale”: «È come sentirsi sparsi in un luogo che sembra casa»

AVEZZANO. Partire per scoprire il mondo e se stessi. È la sfida sempre più popolare delle ultime generazioni, che muove da tutta Italia ogni anno migliaia di giovani del terzo e quarto superiore. L’idea base è semplice: scegliere un Paese e viverci per un semestre o un anno, come un qualunque adolescente del posto. La cosiddetta “Mobilità internazionale studentesca” è un fenomeno che ha le sue radici nei primi anni ‘70, ma che vede solo ora il suo periodo di massima espansione. Quello che un tempo aveva ancora gli strascichi di un vecchio American Dream, che caratterizzava la prima metà del Novecento, ora ha invece una forma più genuina, nuova ed intraprendente. Si nota infatti, da sondaggi condotti da varie associazioni per gli scambi scolastici, che le mete più gettonate si trovano nella gran parte in Paesi orientali, con la Cina tra le più quotate. L’obiettivo non è più quello di imparare l’inglese, ma vivere in una realtà opposta a quella a cui si è abituati e aprirsi per capire i propri valori e priorità, definirsi nel momento più cruciale della crescita, sviluppare capacità di problem-solving, decision-making, creative thinking e, non meno importante, imparare ad apprezzare le proprie origini. L’Asia rappresenta una fonte ricchissima di differenze culturali, la sensazione è quasi quella di essere in un altro mondo. Ed è in questa riscoperta dell’Oriente che ci si accorge dei tanti ricchi luoghi spesso inosservati: Thailandia, Indonesia, Malesia, Honk Kong, Giappone o la cara vecchia India. Essendo sul posto, specialmente in una cittadina conservatrice come Jodhpur, l’incontro con il sub-continente indiano in particolare, si fa interessante. Capita spesso di fermarsi nelle piccole cose di ogni giorno per osservare increduli una cultura millenaria, la più antica del mondo, che incredibilmente persevera nelle sue tradizioni, nel bene e nel male. Un Paese che agli occhi di una studentessa, se poco attenta, sembra insensato, ma che con la sua pazienza ed empatia sa farsi capire. Pasolini diceva: “Un occidentale che va in India ha tutto ma non dà nulla, l’India che non ha nulla dà tutto, ma che cosa?”. Una domanda attuale per una ragazza che si trova in un luogo così opposto al suo, talmente tanto da sembrare parallelo. È questa la magia di andare in India essendo italiana, sentirsi spersi in un luogo che sembra casa.
Alice Lucarelli
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