All’Agenzia per lo sviluppo avviato confronto sindacale

31 Gennaio 2017

L’AQUILA. Un braccio di ferro tra la governance della Camera di commercio dell’Aquila e i dipendenti dell’Agenzia per lo sviluppo, una delle aziende speciali che fanno capo all’ente. Motivo del...

L’AQUILA. Un braccio di ferro tra la governance della Camera di commercio dell’Aquila e i dipendenti dell’Agenzia per lo sviluppo, una delle aziende speciali che fanno capo all’ente. Motivo del contendere un provvedimento assunto con delibera di giunta dal presidente Lorenzo Santilli, che, secondo alcuni lavoratori della struttura, li avrebbe «demansionati», assegnandoli «ad altri compiti».

Nel corso dell’incontro di ieri, Cgil e Cisl hanno chiesto chiarimenti sul futuro ruolo dell’Agenzia per lo sviluppo e delle maestranze. Il contenzioso nasce dalla riforma delle Camere di commercio che investe in pieno anche le aziende speciali, compresa quella dell’Aquila. Ma a scaldare gli animi è stata la decisione del presidente Santilli di attribuire incarichi diversi rispetto a quelli sempre svolti da quando, nel 2008, è nata l’Agenzia per lo sviluppo, dalla fusione dell’Istituto abruzzese per la qualità con l’Istituto di formazione professionale. I dipendenti, una decina in tutto, chiedono la salvaguardia del posto di lavoro e respingono «ogni azione volta a svilire» la loro posizione. Per Cgil e Cisl «è indispensabile che l’Agenzia per lo sviluppo mantenga un ruolo chiave e le funzioni legate all’internazionalizzazione, alla formazione professionale e al marketing territoriale». Dalla Camera di commercio poche garanzie. «Tutto dipenderà», le parole di Santilli, «dal decreto atteso per fine anno, che sancirà la nascita di una sola Agenzia nazionale per lo sviluppo. Aspettiamo le direttive che arriveranno dal governo». Sono 1.300 i dipendenti interessati dal piano di riorganizzazione delle Agenzie che fanno capo alla rete delle Camere di commercio, di cui 7 all’Aquila. Nessun chiarimento, invece, sui diversi ruoli assegnati ai dipendenti della struttura. La Riforma mette a rischio anche il futuro assetto del Cresa, il Centro di ricerca delle camere di commercio, del Centro esteri e del centro interni. In totale, una quarantina di lavoratori che Uniocamere Abruzzo dovrà tutelare nell’ambito del processo di riorganizzazione. (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA