All’Emiciclo la biblioteca intitolata a Bolino

19 Dicembre 2018

Il riconoscimento voluto dalla presidenza del consiglio regionale. Il ricordo commosso del figlio

L’AQUILA. Biblioteca “Giuseppe Bolino”. Ora si chiamerà così l’antica sala seicentesca che ospita il patrimonio librario del consiglio regionale dell’Abruzzo. Circa diecimila volumi che spaziano dall’abruzzesistica alla giurisprudenza, dalla storia all’arte. La cerimonia di intitolazione, avvenuta ieri alla presenza dei familiari di Bolino, dei consiglieri regionali Paolini e Pietrucci, del sindaco di Sulmona Annamaria Casini e delle maggiori autorità del Capoluogo, è stata voluta dall’Ufficio di presidenza del consiglio, su proposta del presidente Giuseppe Di Pangrazio, della Deputazione di Storia Patria e di Egidio Marinaro, presidente dell’Associazione regionalista abruzzese. «Le città di Sulmona e dell’Aquila oggi si gemellano idealmente», ha detto Di Pangrazio nel corso della cerimonia. «Due centri culturali importanti per l’Abruzzo che hanno fatto da scenario all’attività familiare, culturale e politica di Giuseppe Bolino». Il presidente ha poi ricordato l’attività normativa del politico sulmonese rivolta particolarmente ai temi della sanità e del sociale. Bolino fu presidente del consiglio regionale, uomo delle istituzioni, regionalista convinto e nello stesso tempo amante della letteratura e della poesia. Nato a Sulmona il 13 gennaio 1926 rivestì diversi incarichi in Regione: dal 1970 al 1975 è stato assessore alla sanità, al lavoro invece dal 1975 al 1978, anno in cui viene eletto presidente del consiglio. A lui si deve il progetto di legge, qualche mese prima della sua scomparsa, per la realizzazione della nuova ala dell’ospedale sulmonese. Di grande spessore alcuni suoi scritti e interventi pubblici in consiglio, tra i quali la commemorazione di Aldo Moro e il ricordo di Pietro Nenni e Piersanti Mattarella. Morì a Sulmona il 18 novembre 1984. La sua figura è stata tracciata da Walter Capezzali, presidente della Deputazione di Storia Patria che ha parlato di Bolino come «del politico più colto che abbia mai conosciuto». Presente anche il figlio di Bolino, Giorgio, docente di medicina legale alla Sapienza di Roma, che ha ricordato gli anni di prigionia del padre, catturato dai fascisti durante la Seconda guerra mondiale. Commossa la lettura di alcuni stralci delle lettere che dal carcere inviava alla famiglia.
La biblioteca sarà aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e nei giorni di martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.
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