All’ospedale macchinario rotto Attesa di tre mesi per un test

7 Febbraio 2018

La mamma di un bambino: «Mio figlio sta male e deve fare le prove per le intolleranze alimentari Ora mi hanno dirottata ad Avezzano, ma al 23 marzo». Il manager Tordera: non è un esame salvavita

L’AQUILA. «Sono oramai due mesi che aspetto per fare un test a mio figlio al San Salvatore, ma, caso raro, per due appuntamenti due volte il macchinario si è rotto, in due servizi diversi, quello dell’Ambulatorio pediatrico e quello di Gastroenterologia. Poi mi stabiliscono l’esame per il 23 marzo, ma ad Avezzano».
È molto arrabbiata una mamma, Barbara Spaziani, che deve sottoporre il figlio, ancora in età pediatrica, a un test prescritto da un medico della Asl aquilana, per verificare se è allergico o intollerante al lattosio. «Un esame per esclusione, come si dice, perché mio figlio non sta bene. Ho pagato 90 euro tra visita e ticket e sono due mesi che non riesco a sottoporlo al test. Ho preso un primo appuntamento a dicembre, in pediatria, ma l’apparecchio si è rotto. Mi hanno dato un nuovo appuntamento per domani (oggi, ndr), a Gastroenterologia, ma mi hanno telefonato per disdire in quanto anche lì l’apparecchio per eseguire il test è rotto. e ora mi hanno dato un nuovo appuntamento per il 23 marzo, ma ad Avezzano. Chiedo come sia possibile un disservizio del genere in una Asl».
«La rottura di due macchinari, a un intervallo di tempo ravvicinato», è la risposta di Rinaldo Tordera, manager della Asl, «ha impedito di erogare la prestazione in due servizi diversi dell’ospedale, ma il test può essere eseguito anche ad Avezzano», dichiara Tordera. «La prima prenotazione a cui si riferisce la mamma del bambino è saltata per un guasto all’apparecchio dell’Ambulatorio pediatrico del San Salvatore, dovuto anche al fatto che il servizio esegue una grande quantità di esami, circa 250 l’anno, in parte anche per utenti di fuori regione. Nonostante l’inconveniente, per cercare di andare incontro in tutti i modi alle esigenze dell’utente in questione», aggiunge Tordera, «gli operatori ospedalieri hanno cercato e trovato un’altra soluzione, indirizzando l’utente al servizio di Gastroenterologia dell’ospedale dell’Aquila, che ha dato immediatamente la disponibilità. Purtroppo, qualche giorno fa, per un ulteriore, imprevedibile evento negativo, si è registrato un guasto anche al macchinario di gastroenterologia e non è stato possibile eseguire la prova d’intolleranza prenotata. Peraltro gli utenti prenotati sono stati contattati e avvisati per tempo del problema. Il test per l’intolleranza al lattosio», conclude Tordera, «non è un esame salvavita. La diagnosi è clinica ed eventuali ritardi nel test di conferma non comportano conseguenze per la salute».
«Bene, quindi mio figlio può aspettare tre mesi per un test, intanto deve andare a scuola con problemi intestinali, può saltare un giorno di lezioni e noi ci prendiamo le ferie per accompagnarlo ad Avezzano, sostenendo le spese di carburante e autostrada dopo aver pagato 90 euro di ticket per visita e test», è la replica di Barbara Spaziani. «Tutto questo è normale?».
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